AISTED NEWS

E-Book AISTED: AFFRONTARE IL TRAUMA PSICHICO: il post-emergenza.

social distancing

La pandemia che ci ha cambiato la vita

Risorse nel post-emergenza per sanitari, operatori, cittadini

di AISTED

La nostra Associazione ha lavorato sin dai primi giorni a sostegno dei soci con lo scopo di attivare un confronto attivo, fitto e mirato ad affrontare le sfide e le difficoltà della pandemia che dall'11 Marzo ha fermato l'Italia.

In particolare la nostra attenzione è stata orientata a comprendere le urgenze legate all'attività clinica in corso con i pazienti, ma anche a prevedere che tipi di sofferenza potessero originare da una situazione così nuova e pervasiva per tutti e quali fasce di popolazione potessero rischiare di più rispetto allo sviluppo di sofferenza psicologica e psicopatologia nel periodo successivo, con grande attenzione soprattutto agli operatori sanitari coinvolti sul campo ed esposti a condizioni di stress acuto durante tutta la Fase 1 di questa pandemia. Dalle riflessioni emerse nei gruppi di lavoro, è nata l'idea di produrre un E-Book che potesse essere una mappa di riferimento per la Fase 2 e per i lunghi prossimi mesi di emergenza, da offrire ai soci, agli operatori, ai pazienti e a tutti i cittadini che siano interessati ad esplorare alcuni aspetti emotivi critici cui la pandemia ci ha costretto a confrontarci tutti. 

Il pensiero che ci ha guidato è stato rivolgerci soprattutto agli operatori sanitari (medici, infermieri, oss) coinvolti in prima linea in emergenza e alla possibilità di offrire loro una conoscenza specialistica utile a comprendere eventuali momenti di malessere che sono emersi durante la fase acuta o che potranno emergere nei prossimi mesi.

 

PRESENTAZIONE DELL’EBOOK

SCARICA L'EBOOK


Con la scrittura e le riflessioni raccolte in questo Ebook, desideriamo divulgare alcune conoscenze e strategie specialistiche, in modo che siano fruibili e utili a tutti gli operatori sanitari coinvolti nella gestione dell’attuale crisi sanitaria (contestuale alla pandemia da Covid19), crisi che, come purtroppo ben sappiamo, sta attivando alti livelli di stress negli individui, nelle équipes di lavoro e a livello sociale. A nostro parere comprendere la dimensione psicotraumatologica dell’esperienza di lavoro in contesti di emergenza aiuta non solo a individuare meglio i problemi in corso ma anche a comprendere e utilizzare meglio tutte le proprie risorse di resilienza.


Attraverso il seguente contributo, vorremmo rispondere alle domande:
1. cosa succede quando un evento, prolungato e ad alto impatto emotivo, investe la nostra vita?
2. quali sono le caratteristiche degli eventi traumatizzanti e dei disturbi trauma-correlati?
3. come si sopravvive a periodi di grave stress e agli eventi traumatici?
4. cosa possiamo fare per fuoriuscire nel migliore dei modi da una esperienza che mette così a dura prova la nostra capacità di gestire alti livelli di stress e avvenimenti pesanti e imprevedibili?

La comprensione del malessere psicologico costituisce il primo passo e di per sé una risorsa utile affrontare le ferite emotive lasciate da un trauma, speriamo che queste riflessioni possano essere di spunto e sostegno a chi lo leggerà.

 
Buona lettura!

Raffaele Avico 

Chiara Bellardi

 Paolo Calini

Alessandra Catania

 Matteo Cavalletti

Valeria Fusco

Camilla Marzocchi

 Giovanni Tagliavini

Ilaria Vannucci

Essere terapeuti al tempo del Coronavirus: le riflessioni di Kathy Steele.

Connection-People

Di Camilla Marzocchi

Psicologa Psicoterapeuta, Consigliera AISTED

Traduzione dal Webinar di Kathy Steele del 18 Aprile 2020,

Presso IPA – Istituto Psicologia Applicata

Trovate qui Risorsa originale: “Embedded Suffering, Embodied Self:

The Therapist in th Age of Coronavirus”

 

L'esperienza traumatica espande e contrae i nostri cuori allo stesso tempo, questo è il grande paradosso e il mistero di tutte le situazioni traumatiche e di quello che stiamo noi tutti vivendo. Questa alternanza di contrazione ed espansione è allo stesso tempo quello che ci permetterà anche di essere resilienti e di crescere dopo la sofferenza.

Essere terapeuti in questa fase ha a che fare con l'essere imperfetti, incompleti e navigare dentro una situazione confusa; il nostro senso di sicurezza e di speranza, i nostri stili relazionali imperfetti, le nostre emozioni e credenze, le nostre strategie di coping, che siano positive o negative, sono sovrastimolate.

E anche noi come terapeuti abbiamo le nostre paure, le nostre ansie e le nostre preoccupazioni. Ognuno di noi, terapeuti e pazienti, ha le sue proprie strategie per affrontare la situazione attuale e stiamo tutti imparando come accettare e sopportare il nostro dolore e la nostra vulnerabilità in una situazione completamente nuova per tutti.

Ma dall'altro lato abbiamo anche un'occasione unica e fuori dal comune di poter vivere in parallelo con i nostri pazienti esattamente la stessa identica situazione. Come possiamo mantenere la nostra competenza terapeutica, nei momenti in cui noi stessi non sappiamo come affrontarla?

Questa situazione specifica cambia completamente lo scenario e il tipo di supporto reciproco che possiamo trovare. La maggior parte dei nostri pazienti con vissuti traumatici si è trovata a vivere in completa solitudine la propria esperienza traumatica del passato, ma in questo momento il nostro corpo è assalito dalle stesse reazioni fisiologiche dalle quali si sentono assaliti i nostri pazienti.

Quello che accade ora è che siamo noi stessi soggetti a momenti di disregolazione più intensi del solito. Quindi oggi è più importante di sempre prendersi cura di sé e regolare la propria emotività con una maggiore attenzione e cura.

Il costo della cura: Come facciamo a prenderci cura dei nostri pazienti se ci sentiamo noi stessi esausti, sopraffatti, senza speranza?

Uno dei rischi che corriamo quando siamo più vulnerabili come terapeuti è di rispondere eccessivamente o di minimizzare di fronte alle richieste e bisogni dei pazienti. Mi sono accorta che alcuni pazienti non stanno riuscendo a far fronte molto bene alla situazione e chiedono il mio supporto con più intensità del solito e questo avviene in un momento in cui anche per me è necessario avere del tempo in più per me stessa. Vi incoraggio dunque a parlare con i vostri colleghi del vostro specifico bisogno di confine in questi giorni, così da poter rispondere ai pazienti nel modo migliore, che tenga conto del vostro bisogno attuale di confini e di spazio per voi stessi.

Siamo disponibili ad accettare con umiltà di non essere al 100% presenti con in nostri pazienti? Di non avere le energie che di solito abbiamo per incontrarli?

Potremmo avere preoccupazioni e pensieri che riguardano le nostre stesse famiglie, potremmo essere in difficoltà con il telelavoro o essere più a nostro agio, ad esempio mi sembra esperienza comune che fare terapia a distanza sia per molti più faticoso che in presenza. MA dall'altro lato questo può essere un incredibile parallelismo per creare un'esperienza di attaccamento sicuro: in questa esperienza possiamo riconoscere e permetterci di condividere la nostra stessa vulnerabilità e preoccupazione, offrendo ai pazienti un modeling per contattare la loro stessa preoccupazione e il loro non essere al 100%; questa profonda e umana connessione è alla base dell'esperienza di un attaccamento sicuro. Potrebbe essere un'esperienza molto confortante e rassicurante, quella di sentire che ognuno di noi sta facendo il meglio che può pur non sentendosi al 100% delle proprie possibilità e di nuovo vorrei porre enfasi sull'importaza del self-care per ognuno di noi in questa fase.

Il paradosso del dolore: più sopprimiamo, evitiamo e neghiamo il dolore reale nel presente, più sofferenza sentiremo.

Molto importante questo concetto per i nostri pazienti, ma è importante ora più che mai dirlo anche a noi stessi. Molta della sofferenza emotiva che stiamo sentendo in questi giorni è dovuta a delle vere e proprie crisi esisteziali: quelle a cui stiamo facendo fronte adesso sono crisi esistenziali che ognuno di noi conosce abitualmente nel proprio lavoro quotidiano.

  • In cima alla lista abbiamo l'isolamento sociale e la solitudine. Come terapeuti dobbiamo enfatizzare in questi giorni la differenza tra il distanziamento sociale e la mancanza di connessione e relazione con gli altri, ma allo stesso tempo è importante riconoscere apertamente che vedere i nostri parenti o amici online non è la stessa cosa che vederli dal vivo. E dobbiamo inoltre riconoscere che per i pazienti più soli e con meno contatti sociali prima della pandemia, questo può essere catastrofico.

  • Non di meno, un'altra cosa con cui fare i conti e difficile da sopportare per noi come esseri umani è la morte: il sapere che molte persone molto malate che si trovano ora in ospedale, stanno morendo da sole e che questo potrebbe compire ognuno di noi e dei nostri familiari. Questo è intollerabile per la mente umana. C'è tanta sofferenza nelle persone ei n noi stessi e può diventare molto più difficile riuscire a fare ordine nella sofferenza altrui mentre siamo tuti esposti.

  • Un altro tema cruciale è la deprivazione di libertà: è necessario comprendere che questa limitazione sta proteggendo noi stessi e gli altri dalla malattia, ma è altrettanto necessario riconoscere che questa protezione sta lo stesso avendo un impatto negativo sulle nostro economie e sul nostro lavoro e dunque sulle nostre vite. Stiamo vivendo immersi in questi doppi legami che ci complicano le cose.

Nessuna di queste sfide è di facile soluzione dal punto di vista emotivo.

Tuttavia quello che sappiamo delle crisi esistenziali è che le istanze esistenziali esistono sempre dentro di noi, solo che quando sono sullo sfondo riusciamo a funzionare molto meglio nel presente, di quando sono in luce e costantemente in primo piano nel nostro quotidiano.

E ora sono decisamente ben in vista per tutti noi.

La domanda qui è: come facciamo ad accogliere tutte queste domande esistenziali presenti e lentamente ricondurle sullo sfondo?

Uno dei modi è la condivisione della propria esperienza interna. Uno dei concetti principali che vorrei affrontare è il concetto di “Embedded suffering”, inteso come un tipo di sofferenza che è come “incapsulata” e “impressa” nel corpo e nella mente, che non è possibile mentalizzare e su cui non è possibile riflettere. Questo è il tipo di sofferenza che dobbiamo cercare di cambiare dentro noi stessi e nei nostri pazienti.

Il dolore bloccato non include speranza e riflessione. Non include nessun tipo di prospettiva o capacità di regolazione. Nella sofferenza traumatica ci sentiamo come nel passato: impotenti e senza possibilità alcuna di essere aiutati, sentiamo un bisogno disperato di liberarcene e può essere legato al nostro stesso dolore o alla sofferenza di amici o familiari. In questo tipo di dolore la sofferenza è percepita come intollerabile e questo alimenta l'urgenza di fare qualcosa per risolverlo, anziché la possibilità di ascoltare le emozioni, accettarle e comprenderle.

La reazione più normale che abbiamo come terapeuti di fronte a questa disperazione è l'istinto di salvare o di interrompere quella sofferenza che si manifesta davanti a noi, ma proprio questo istinto può costituire un grande blocco e circolo vizioso nella relazione terapeutica e nella possibilità di guarigione del paziente.

Quello che aiuta di solito nella mia esperienza è la possibilità di spostarsi dalla modalità di Embedded Suffering, bloccata nell'intensità del dolore del passato, ad una modalità di Embodied Self (Cook-Cottone; 2006, 2015a, 2015b), in cui cioè la sofferenza viene percepita e incarnata nel corpo nel presente e nel qui ed ora: la sofferenza incarnata permette di sentire il dolore restando contemporaneamente consapevoli nel qui ed ora delle proprie emozioni, pensieri e sensazioni, anche talora sgradevoli, che questo comporta, ma da una prospettiva presente e con le risorse del presente. La sfida qui è cercare di restare profondamente ancorati al presente, anche quando il presente è difficile.

Questo coinvolge il concetto della Realizzazione: la capacità cioè di accettare la realtà esattamente per quello che è o è stata. Il che potrebbe significare di non trascorrere troppo tempo a fare previsioni sul futuro, perchè il futuro potrebbe essere catastrofico, nè di non trascorrere troppo tempo a idealizzare il passato che avevamo prima della pandemia.

L'obiettivo è coltivare una speranza realistica, nel senso di una speranza che sia profondamente ancorata al presente. “Non è importante quello che ti succede, ma come rispondi a quello che ti succede” (Victor Frankl).

Essere un terapeuta incarnato significa portare nella terapia il proprio essere umani, la propria vulnerabilità, fallibilità, imperfezione, la propria disponibilità a stare in un flusso in continua evoluzione. Non ha senso porci come una persona che sta riuscendo ad affrontare tutto al 100%.

Come “essere” e come “stare” con i pazienti? Alcuni esempi.

  • Focalizzarci sul processo piuttosto che sul contenuto:

    es: “Condivido i suoi sentimenti di tristezza e paura, è qualcosa che tutti stiamo vivendo.” e NON “Sto facendo anche io fatica e funziono a mala pena, perchè sono molto ansiosa/o.”

    es: “E'diffcile essere presenti come vorremmo in questo momento. Che effetto ti fa stare qui con me sapendo che entrambi stiamo facendo del nostro meglio, anche se non è il 100%?” e NON “Non posso essere davvero presente con te in questo momento!”.

  • Cerchiamo di non colludere con il paziente nella catastrofizzazione per troppo tempo, ma torniamo a esplorare le risorse insieme:

    es: “Come è per te stare qui con me in questo momento, cercando modi di affrontare la situazione?”, “Quali cose ti aiutano di più durante la giornata?”, “Raccontami di un momento in questi giorni in cui ti sei sentito connesso o supportato da qualcuno?”, “Dimmi di un momento in cui sei riuscito/a a raggiungere qualcuno e aiutarlo in questa settimana?”

  • Focalizziamoci sull'esperienza condivisa:

    es: “Siamo tutti qui nella stessa situazione”; “Come possiamo tratttenere e conservare questa sensazione di essere insieme qui durante il resto della settimana?”

  • Focalizziamoci sull'esperienza universale:

    es: “Ci siamo tutti dentro e stiamo tutti vivendo emozioni e sentimenti simili in questa fase.”

  • Stimoliamo azioni di speranza: es “Troveremo insieme una soluzione a tutto questo.”

    Trasmettiamo l'idea che non stiamo ignorando quello che sta succedendo, ma che stiamo solo cercando di spostare l'attenzione del paziente verso un sistema fisiologico ed emotivo più legato all'ingaggio sociale e alla connessione e più adattivo. (Rif. Teoria Polivagale, Porges).

    Altre risorse possibili che ognuno di noi può avere nella propria pratica clinica:

  • Risorse somatiche: abbraccio della farfalla per chi è abituato ad isare l'EMDR, Esercizio di respiro diaframmatico

  • Risorse Immaginative: guidare la mente in luoghi piacevoli o rilassanti, immaginari o reali, o con persone sicure per noi, con personaggi fantastici o persone della nostra vita

  • Routine regolare: nell'alimentazione, esercizio, sonno,..

  • Focalizzarsi su quello che è rimasto uguale: “es: ho il mio cane, ho la mia casa, ho gli stessi amici”

 

Aree di crescita: quali elementi di crescita avremo in questa esperienza?

Magari è presto per fare queste considerazioni, ma possiamo iniziare a riflettere su questo per prepararci a questo nelle fasi successive.

Che caratteristiche ha un Sè Incarnato (Embodied Self)?

Proviamo ad esplorare alcuni aspetti emotivi che potremmo trovare dentro di noi:

  • Livello di vitalità, interessi, curiosità: cosa posso imparare da questa esperienza?

  • come muoverci da qui: come posso rendere questa esperienza generativa per me o per gli altri nel mondo? Come posso dare più qualità alla mia esperienza quotidiana?

  • Integrità: come integrare questa esperienza nel mio copro e andare avanti?

  • Dignità: com eposso onorare la mia dignità e quella dei miei pazienti e del resto del mondo?

  • Spiritualità: come posso amplificare la mia spiritualità attraverso al religione o altro tipo di esperienze? Come renso significativa l amia esperienza con il moneo e nel mondo?

  • Etica: posso trovare un modo più accurato di rispettare la mia etica personale e professionale?

Su ognuna di queste aree di crescita è possibile lavorare a lungo e approfondire infinite variabili che per ognuno di noi possono essere più funzionali e più adattive. Quello che possiamo “fermare” nel seminario di oggi, sono solo alcuni ingredienti e attitudini fondamentali che saranno utili ad esplorare tutto quello che ci siamo detti e tutte le risorse che abbiamo pensato oggi:

  1. Intenzione Compassionevole: non vuol dire essere sempre compassionevoli, ma fare in modo che il nostro orizzonte di senso sia compassionevole; possiamo essere esausti enon riuscire, ma sarà importante a mantenere viva l'intenzione di esserlo il più possibile.

  2. Connessione con se e altri: impegno da mantenere, nei nostri confini, con costanza ed intenzione

  3. Vulnerabilità e Fallibilità: permetterci di essere imperfetti

  4. Risorse e resilienza.

Ognuno di questi ingredienti può portare a quello che mi piace chiamare un “Coinvolgimento incarnato” nel mondo (Embodied Engagement), come attitudine da coltivare anche solo con alcune piccole azioni quotidiane che possano essere incrementate nel tempo e che possano crescere ogni giorno con noi.

PTSD: CHE FARE? di Raffaele Avico e Davide Boraso

PTSD: CHE FARE? di Raffaele Avico e Davide Boraso

Teoria, strategie di controllo e avanguardia nella gestione

dello stress post-traumatico

PREFAZIONE

di Alessia Tomba

Nel 1980, con l’introduzione del PTSD e del DAS, il DSM-III ha di fatto dato avvio ad un notevole cambiamento: ha di fatto riconosciuto che almeno due categorie diagnostiche richiedevano la valutazione della loro causa fra i criteri da utilizzare per la diagnosi (Liotti, 2011).

Dal 1980 la psicologia, la psichiatria e le neuroscienze hanno sviluppato ed approfondito sempre più molteplici aspetti del funzionamento psichico, neurovegetativo, cerebrale, ormonale (etc.) nelle persone vittime di esperienze traumatiche.

Come è noto, il riconoscimento dell’impatto di fattori traumatici nell’eziologia dei disturbi psichici è oggi supportata dalle importanti modifiche apportate nel DSM-V nel quale è stata dedicata, finalmente, un'intera parte ai “Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti” (APA, 2014); ancora molto c’è da fare in tal senso ma siamo sulla buona strada.

Ad oggi molteplici sono gli sviluppi teorici, terapeutici, neurobiologici che oggi si focalizzano sullo studio del funzionamento che sul trattamento di pazienti che hanno sintomatologie di eziologia traumatica, sia nel caso del PTSD (trattato in questo libro) che del PTSDc.

Data la complessità della materia e il bisogno di una integrazione tra i vari possibili livelli di intervento, si può correre il rischio di perdere un po’ il filo tra ciò che la letteratura propone sul tema, le teorie, le formazioni, gli approcci, le strategie di intervento e  la chiarezza che ciascun clinico deve mantenere su dove e come dirigere l’intervento, e sulle variabili da aver SEMPRE E COMUNQUE ben accese e definite nella mente durante il percorso, come dei fari che orientano il capitano al timone di una nave nella tempesta.

Da questo punto di vista il lavoro di Raffaele Avico e Davide Boraso, raccolto in questo libro, assolve ad un bisogno centrale  per tutti i clinici del settore ma anche per i pazienti che volessero meglio orientarsi nella complessità dei sintomi che spesso li abitano, rimettendo a fuoco il tema.  Per descrivere la complessità iniziano dall’esperienza clinica, da casi specifici, per offrire in seguito una dettagliata descrizione della maggior parte dei “concetti”  che sostengono la riflessione teorica e il trattamento di questi pazienti.

Partono in modo genuino dal proprio lavoro come specialisti che si occupano sia di pazienti con doppia-diagnosi che come terapeuti. In tale ambito emerge con forza un bisogno essenziale, quello cioè di dover lavorare come prima cosa sul controllo del sintomo spesso legato ad un fallimento nel sistema di regolazione interna. A causa di questo, essi sottolineano, deriva la frequente relazione con patologie legate all’abuso di sostanze che assolvono ad una funzione regolativa, per quanto quasi sempre disfunzionale. 

Da qui prende avvio il lavoro di tutto il libro che ripropone con ricchezza di nozioni cliniche e riferimenti scientifici gli assunti teorici e le principali teorie di riferimento insieme ad approfondimenti forse meno noti ma degni di notevole interesse. A tal proposito ho trovato davvero utile e stimolante tutta la parte dedicata ad approfondire assonanze e differenze tra il funzionamento post traumatico nell’uomo e negli animali quali scimpanzé e cani. Fa riflettere scoprire, tra le altre cose, come l’evoluzione dell’encefalo nell’uomo abbia di fatto reso più radicati e importanti gli esiti neurofisiologici delle esperienze traumatiche, e quindi più difficili da “superare”, così come il fatto che vi siano strategie “terapeutiche” che si rivelano utili sia nell’uomo che negli animali nel superare la sintomatologia post traumatica.

Nel descrivere la fenomenologia del PTSD (capitolo 3) gli autori riportano comportamenti sintomatici non sempre approfonditi ma decisamente centrali sia per chi lavora con pazienti di questo tipo che per i pazienti stessi; credo che questi ultimi riescano facilmente a riconoscersi nella descrizione di tali aspetti  disfunzionali, spesso molto invalidanti. Tra questi troviamo: l’attenzione frammentata, la percezione del tempo, le flash bulb memories, la gestione del contatto oculare, gli effetti sul sonno e l’approfondimento delle illusioni ipnagogiche.

Più avanti troviamo un corposo approfondimento  della letteratura di ambito psicotraumatologico, con numerosi riferimenti sia agli autori maggiormente rappresentativi in tale campo che agli aspetti teorici ritenuti ormai centrali. Si passa quindi ad affrontare ciò che riguarda il trattamento ripercorrendo strategie, fasi, e modalità di lavoro sia trasversali che specifiche da individuare di caso in caso.

Gli autori presentano ed esemplificano una sorta di modello operativo, ereditato dalla teoria e sostenuto dalla pratica,  di fatto già condiviso nel mondo scientifico, da tenere a mente nella presa in carico di pazienti con PTSD offrendo generosi esempi e parti di colloqui.

Si affrontano temi davvero centrali in tutta la clinica psicoterapeutica ma di assoluta rilevanza soprattutto in questo campo quali l’attenzione da porre nel costruire l’alleanza terapeutica, l’attenzione alla stabilizzazione e alla permanenza del paziente nella finestra di tolleranza, il lavoro sulla regolazione attraverso strategie di diverso tipo, la regolazione emotiva e dell’arousal.. un interessante e corposo approfondimento del ruolo che può assumere l’attività fisica nella gestione della sintomatologia legata al PTSD.

Troviamo poi una ricca riflessione sull’EMDR. Lo spirito critico degli autori ripercorre con attenzione pro e contro di tale approccio sottolineando infine gli aspetti di forza e i riscontri scientifici dello strumento.

Nel complesso è un lavoro ricco, con molti spunti e approfondimenti non ovvi né scontati,  ben sostenuto da teorie e riferimenti scientifici di spessore, articolato ma al contempo scorrevole e accessibile anche da chi convive con i sintomi derivanti dal PTSD.

Per acquistare libro su Amazon clicca qui!

Bessel van der Kolk: Nutrire la nostra salute mentale durante la pandemia di COVID-19

connection

di Camilla Marzocchi

Psicoterapeuta, Consigliera AISTED

Dal Webinar del 3 Aprile 2020 di Bessel van der Kolk

Risorsa originale in inglese: Nurturing our mental health during the COVID-19 pandemic. 

Bessel van der KolkLa riflessione del Dr Bessel van der Kolk, nasce dall'idea di dare un contributo su come affrontare e gestire la situazione pandemica che ci sovrasta tutti.

Nelle settimane di quarantena stiamo vivendo una condizione che lui definisce “pre-traumatica”, una condizione cioè che potrebbe preparare il terreno allo sviluppo di una traumatizzazione psicologica, poiché coinvolge diversi aspetti centrali per la nostra vita: la sicurezza fisica e la malattia, le condizioni economiche e il costo psicologico del vivere rinchiusi in casa e separati dagli altri.

Abbiamo imparato molto dalla cultura del trauma negli ultimi decenni e qualcosa potrebbe esserci utile per capire ora come affrontare la situazione attuale, in un modo che sia il più possibile adattivo per la mente.

 

Pre-condizioni per lo sviluppo di un trauma.

Cosa favorisce lo sviluppo di traumatizzazione? Sappiamo ormai che alcune condizioni emotive posso facilitare e favorire processi di traumatizzazione. Vediamo quali aspetti e segnali possono verificarsi anche nell'emergenza attuale:

  1. Perdita di prevedibilità del mondo conosciuto

  2. Immobilità

  3. Perdita di connessione

  4. Ottundimento (Numbing out) e Distacco/Distanziamento (Spacing out)

  5. Perdita del senso del tempo

  6. Perdita del senso di sicurezza

  7. Perdita di senso e scopo nella vita

Ci sarà molto da imparare da questa esperienza. Non ci saranno esperti in questo campo, poiché il verificarsi di una pandemia è un fenomeno del tutto nuovo per il mondo che conosciamo ed è passato molto tempo dall'ultima volta che abbiamo dovuto affrontare un simile problema. Si tratta di una condizione differente per ognuno. Per qualcuno la pandemia può costituire un tema emotivo e familiare carico di significato. L'esperienza familiare del Dr. Bessel van der Kolk è, come lui stesso condivide, molto condizionata dall'aver vissuto enormi perdite durante la pandemia del 1918 e sottolinea come una grande parte della sua storia genetica e dell'eredità emotiva di questa terribile esperienza che ha colpito la sua famiglia, siano l'aver visto nei suoi nonni e nei suoi genitori i segni di un enorme vissuto di impotenza e disperazione legato ai numerosi lutti e alla grave povertà di quegli anni. Magari qualcuno di noi ha un vissuto familiare diverso, ad esempio legato alla diffusione della tubercolosi, o qualcun altro potrebbe avere nella sua famiglia l'esperienza di essere stati sequestrati o imprigionati: ogni evento del passato, familiare o personale, può “tornare vivo e presente” nel nostro sistema emotivo oggi ed esserci d'aiuto nella situazione attuale, aiutarci a riflettere e a capire le diverse situazioni, ma anche al contrario contribuire a disorganizzare ulteriormente la nostra esperienza emotiva, proprio in virtù del riaprirsi di vecchie ferite.

Vediamo come sarà possibile aiutarci:

  1. Ritorno alla prevedibilità:

    Creare delle routine, degli appuntamenti, delle attività che permettano di tenere uno sguardo proiettato in avanti e di collocarsi in una cornice temporale definita e organizzata, anche se siamo chiusi in casa. Scrivere e creare un calendario di attività ludiche, relazionali o lavorative e condividerlo con le persone care. La passività è una reazione emotiva normale, ma molto pericolosa per la mente se protratta troppo a lungo.

  2. Immobilità vs Movimento:

    Quando siamo traumatizzati ci troviamo in una condizione emotiva in cui sentiamo letteralmente che “non c'è niente che possiamo fare per cambiare le cose”. Insieme a questo perdiamo anche il nostro stesso senso fisico e corporeo di poter agire (agency) e questo ha un impatto enorme sul corpo. La nostra normale reazione di fronte a eventi stressanti è muoverci: attaccare o fuggire sono reazioni normali per mettersi al sicuro, fare qualcosa che ci salvi, reagire. Ma per ora il nostro naturale sistema di difesa non può attivarsi in questa direzione, dobbiamo restare immobili e una grande quantità di attivazione fisiologica viene bloccata, non può semplicemente esprimersi. Questo potrebbe portare, come i primi dati di ricerca stanno evidenziando, ad un incremento dell'aggressività, dell'irritabilità e della violenza domestica. Che fare? Se teniamo questa idea che il corpo di tutti noi sta accumulando una grande quantità di energia non-utilizzata allo scopo di proteggersi, possiamo coltivare la possibilità di utilizzare questa energia per azioni, soprattutto fisiche, utili per la nostra vita e fare con il corpo tutto quello che ci è ancora possibile fare: realizzare oggetti, cucinare insieme, fare lavori in casa, fare la spesa, fare pulizie, prendersi cura delle cose e delle persone, fare sesso, ballare, suonare, cantare, essere creativi in tutti imodi possibili che conosciamo. Altre risorse su: https://www.besselvanderkolk.com/

  • E' centrale guidare “un passo alla volta” il nostro bisogno di azione su attività funzionali, cooperative e non dannose per la salute nostra e di chi abbiamo vicino

  • Auto-regolazione: imparare come ascoltare e regolare le nostre emozioni, comportamenti e pensieri. La ricerca neuroscientifica suggerisce che lo Yoga, il Qi Gong, Tai Chi, la Meditazione, Esercizi di respirazione, la Mindfulness sono tutte attività di comprovata efficacia per questo scopo: calmare il corpo, restituire un senso di sé e offrire un “àncora” forte per aiutare a contenere e orientare tutte le normali reazioni fisiologiche di questo periodo.

  • Il rischio di non avere adeguate strategie di regolazione delle emozioni intense di questo periodo, potrebbe essere per molti quello di ricorrere all'alcool o alle sostanze o al cibo come “auto-cura” disfunzionale.

  1. Restare connessi vs Disconnessione: come essere umani siamo creature sociali, non esistiamo come singoli individui. L'interazione con altri cervelli e altri corpi, essere sintonizzati con gli altri è una caratteristica fondamentale della nostra specie. Essere rinchiusi e soli in casa è dunque una condizione completamente innaturale per ognuno di noi. Chi si trova a vivere da solo la condizione di quarantena, potrebbe sentire con più difficoltà tale condizione e talora essere portato a pensare di non essere “reale”, quando deprivato troppo al lungo di ogni forma di connessione umana. 

    Connessione visiva: sappiamo che vedere il volto, incontrare lo sguardo, ascoltare il tono di voce sono stimoli fondamentali per il nostro cervello per tornare sintonizzati e connessi; in questa fase le videochiamate sono molto importanti per mantenere o ritrovare la sensazione di esistere, di essere visti da qualcuno, per rientrare in quel ritmo e in quella sintonizzazione emotiva che ci permette di approfondire anche la connessione emotiva con noi stessi e di sostenerci.

    Nelle epidemie del passato non c'è sempre stata questa possibilità di essere così connessi a grandi distanze, ed è importante ricordarci oggi di questa risorsa fondamentale che può contribuire a mantenere nutrita la nostra “vitalità” come esseri umani, nel corpo e nella mente. Giochiamo, cuciniamo, cantiamo, suoniamo insieme.

  2. Numbing vs Mindfulness: una risposta emotiva naturale quando si attraversano eventi di vita drammatici è l' “ottundimento emotivo” (numbing), sentirsi cioè in uno stato di nebbia e confusione che permette di non percepire chiaramente le emozioni negative, ma che può condurre - se protratta troppo a lungo - ad un distacco più duraturo dalla realtà e dalle relazioni, con un senso di passività e impotenza pericolose nel lungo termine (tv, uso di sostanze, cibo, videogiochi, uso passivo dei social). Per uscire dal numbing traumatico è fondamentale re-immettere vitalità nel nostro corpo, sentirci di nuovo vivi dopo quello che abbiamo vissuto. Come fare?

  • Riconoscere se stessi”: imparare a osservare e notare cosa succede all'interno, che emozioni ci guidano, che reazioni ci abitano, che pensieri ricorrono. Senza questo livello di osservazione della nostra mente, potremmo agire come un “pollo con la testa tagliata”: vivere cioè continuamente in uno stato reattivo e automatico di paura, rabbia, irritazione verso gli stimoli esterni, senza consapevolezza di quello che ci accade davvero.

  • Fare scelte”: una volta acquisito maggior contatto con se stessi e con la propria esperienza emotiva interna, diventa più facile scegliere cosa fare o almeno avere un'idea più chiara di quale strada sia possibile per noi.

  • Sguardo esterno”: avere qualcuno che ci parli, che ci aiuti ad identificare cosa succede dentro di noi, al nostro corpo, alle nostre emozioni o pensieri. Dare insieme un nome alle esperienze interne e condividerle con un amico, un terapeuta, un insegnate di yoga, un collega, chiunque possa osservare con noi semplicemente quello che accade e offrire uno sguardo capace di “testimoniare” la nostra esperienza interna, senza paura e con compassione.

  • Meditare”: è molto utile ed importante trovare un modo per esercitare uno stato di mindfulness attraverso la meditazione, meglio se condivisa con classi online, poiché osservare quello che succede all'interno  del corpo o della mente può essere a volte difficile o spaventoso. Talora meditare può essere difficile, se non si è mai stati abituati a farlo o se non lo si ha come abitudine già da prima di questa situazione particolare. Per meditare in sicurezza sarà  allora necessario sviluppare insieme allo stato di mindfulness anche un'attitudine compassionevole verso se stessi (self-compassion), un'accettazione incondizionata di tutto quello che emerge di positivo e di negativo, e questo è più facile probabilmente se non siamo soli e se qualcuno osserva insieme a noi quello che stiamo sperimentando soggettivamente dall'interno. Nell'esplorare l'esperienza emotiva interna possono affiorare infatti parti spaventate o arrabbiate o parti addirittura ostili alla ricerca di uno stato di calma: sarà importante ricordarci che è normale avere diverse parti o aspetti dentro di noi e che anche la rabbia è una parte che merita rispetto e accoglienza: potrebbe averci aiutato a sopravvivere nel passato e a tollerare emozioni altrimenti insostenibili. E' importante dunque provare ad includere le parti ostili nella meditazione, osservarle e accettarle per il ruolo che hanno avuto nella nostra vita, sentendole “alleate” dentro di noi e "protettiva", anzichè una minaccia.

  1. Perdita del senso del tempo vs Guardare al futuro: una delle caratteristiche principali nei processi di traumatizzazione è la perdita del senso del tempo, il non riuscire più a vedersi nel futuro, il sentire che la condizione traumatica e il dolore dureranno per sempre. Per tornare a guardare al futuro, è necessario dunque recuperare intanto un senso del tempo più ancorato al presente e di nuovo la meditazione torna molto utile a questo scopo: nell'osservazione non giudicante della propria esperienza interna, potrebbero affiorare emozioni o sensazioni corporee molto disturbanti (ansia, rigidità o dolore fisico, disperazione,..), ma se riusciamo a stare nelle sensazioni e a notarle mentre respiriamo, potremmo osservare che a poco a poco i pensieri iniziano a spostarsi lentamente.

    E' importante ricordarci che siamo organismi viventi, se ad esempio ci sediamo immobili e semplicemente respiriamo ci accorgiamo che il nostro corpo è in una continua evoluzione, differenti sensazioni o pensieri vengono a galla continuamente, ma se continuiamo a focalizzarci solo sul respiro e sulla posizione del nostro corpo seduto qui ed ora, tutte le diverse emozioni, sensazioni o pensieri passano e semplicemente si trasformano, muovono verso altro.

    Respiro dopo respiro possiamo percepire che il nostro corpo cambia e possiamo vivere la sensazione interna che ogni momento è diverso dal precedente e che passerà. Questo guida la mente verso la consapevolezza di essere un organismo vivente che ha il suo proprio senso del tempo e che può notare come tutte le cose diventino diverse a poco a poco che il tempo scorre e che niente resta fermo: la luce dalla finestra, il mio senso del sé, il proprio respiro, il proprio dolore, etc..etc.

  2. Senso di sicurezza interno: acquisire un senso di sicurezza interno è centrale per chi ha vissuto situazioni traumatiche e per tutti è una condizione necessaria da preservare, sia quando viviamo con altre persone, sia quando viviamo da soli. Per ognuno di noi è importantissimo dunque identificare: cosa ci fa sentire al sicuro? Magari è un certo tipo di musica, magari un certo tipo di lettura: cosa ci aiuta a sentire uno stato di calma interiore?

  • Il contatto fisico è l'elemento che più di ogni altro ci garantisce come esseri umani di sentire un senso profondo di sicurezza e conforto. Per chi vive in famiglia è il momento delle coccole, degli abbracci, del far sentire agli altri la vicinanza e l'importanza del contatto umano nella nostra percezione di sicurezza; per chi vive da solo in questa fase critica è molto più difficile, ma potrebbe essere altrettanto importante trovare una strada per offrire a se stessi un senso di maggior contatto e calore con alcuni esercizi corporei, per sviluppare un senso più profondo di sicurezza interno al corpo e di contatto con sé. Altre risorse su canale: Trauma Research Foundation

  • Privacy/confini: il nostro senso di sicurezza tuttavia può passare anche dall'avere necessità di uno spazio di privacy e solitudine, di uno spazio in cui possiamo non essere raggiunti, quando abbiamo bisogno di questo per avere un maggior contatto con noi stessi. Cosa possiamo fare se condividiamo spazi limitati? Identificare un angolo o un luogo della casa in cui gli altri sappiano che in quel momento abbiamo bisogno di non ricevere richieste, compiti, domande ed è nostro diritto chiederlo e trovarlo.

  • Le persone traumatizzate sentono un costante senso di minaccia all'interno del loro corpo, poiché sono continuamente bombardate da segnali viscerali di allerta e pericolo e nel tentativo di controllare questo processo, spesso diventano molto bravi nell'ignorare i loro segnali viscerali e nell'annebbiare la consapevolezza: imparano cioè a nascondersi da loro stessi. Di nuovo lo Yoga, il Tai Chi, Qi Gong sono pratiche valide e scientificamente provate per aiutare a creare un senso di sicurezza interno, per imparare ad abitare il proprio corpo in un modo sicuro. Altre Risorse qui: https://www.besselvanderkolk.com/blog

Altre Risorse del Dr. Bessel van der Kolk:

Caring for yourself: structure, connection, movement and engagement.

Non dimentichiamo che in questo momento chi vive una condizione di traumatizzazione, maltrattamento o violenza in famiglia potrebbe essere in pericolo nella condizione di quarantena forzata e potrebbe aver bisogno di chiedere aiuto.

Di seguito i numeri di emergenza in Italia per farlo:

Numero Unico Nazionale Antiviolenza e Stalking 1522

 

Petizione: Che impatto avrà l'isolamento sui bambini? Un decreto subito!

Petizione #decretobambini

Cari soci e care socie,

In questi giorni di incontri e confronti, ricchi e partecipati, abbiamo deciso come AISTED di sottoscrivere una Petizione avviata dalla Associazione Agevolando e sottoscritta già da molte altre realtà impegnate nella tutela dell'infanzia: Aggiornamento sui sostenitori alla Petizione 'Che impatto avrà l'isolamento sui bambini? Un decreto subito'

La nostra firma a sostegno di Agevolando

"Come realtà di professionisti in tutta Italia che si occupano della cura e della salute di persone vittime di trauma, siamo profondamente preoccupati che l'emergenza da Covid 19 possa rappresentare un'ulteriore fonte di traumatizzazione appesantendo il vissuto e l'esistenza di persone già duramente colpite da storie dolorose, come i bambini e gli adolescenti fuori famiglia e collocati in comunità residenziali, e come quei minorenni che vivono ancora in contesti non protettivi, negligenti e maltrattanti. Riteniamo che si debba intervenire con azioni mirate a ridurre l’impatto di questa emergenza, cercando di garantire la prosecuzione del progetto di vita, così come garantire tutela all'infanzia in pericolo.

Ci auguriamo che con questa petizione ci sia maggiore attenzione a queste fasce della popolazione per limitare gli esiti di un peggioramento delle condizioni di vita."

Per questi valori condivisi e in linea con i nostri principi statutari, Vi invitiamo ad esprimere il vostro sostegno anche come singoli professionisti, per dare forza e voce al messaggio di cui ci siamo fatti sostenitori come AISTED.

Trovate qui il link per FIRMARE: Che impatto avrà l'isolamento sui bambini? Un decreto subito 

Un caro saluti a tutti,

il Consiglio Direttivo

 

Il trauma nelle aule giudiziarie: una fotografia dello stato dell'arte in Italia

Trauma Gruppo Forense AISTED

di Monica Romei Psicoterapeuta, Consigliera AISTED, 

e Alessia Tomba Psicoterapeuta, Socia Fondatrice AISTED

Referenti Gruppo Forense AISTED

 

Il Gruppo Forense dei soci AISTED è impegnato su più fronti in una realtà variegata e complessa come quella degli intrecci tra ambito clinico e competenze dell’Autorità Giudiziaria.

Tra i soci, emergono le seguenti esperienze in ognuna delle quali sembra necessario sviluppare una cultura specialistica del trauma e della dissociazione per sostenere i professionisti coinvolti a considerare gli esiti post-traumatici sul funzionamento delle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari a vari livelli:

1. utenti adulti di Servizi Sanitari di Psichiatria, con comportamenti antisociali, criminali o di dipendenza patologica come esito di sviluppi traumatici complessi e di funzionamenti dissociativi. La Psichiatria Forense sembra ignorare totalmente l’etiopatogenesi di natura post-traumatica di questa popolazione di pazienti, con gravi conseguenze sul progetto di cura e di recupero di queste persone…

2. adulti che hanno commesso un reato e vengono inviati per la valutazione della capacità di intendere e volere e/o adulti che scontano una pena in regime di detenzione in carcere, ritenuti altamente pericolosi sul piano sociale e che vengono inviati ad un percorso di valutazione, osservazione e trattamento.

3. minori figli di genitori separati che sono oggetto di valutazione da parte dei CTU del Tribunale Ordinario, sezione Civile per determinare il regime di affido.

4. minori figli di genitori vulnerabili/maltrattanti/abusanti che sono oggetto di tutela con interventi del Tribunale per i Minorenni e collocati fuori famiglia in strutture residenziali.

5. minori vittime di sospetto abuso sessuale così come donne vittime di violenza di genere, coinvolti in procedimenti presso il Tribunale Penale. Esistono più documenti (dichiarazione di consenso CISMAI, Carta di Noto V, ecc.), spesso in grande dissenso tra loro su aspetti nodali, redatti da specialisti di diversa provenienza e formazione che sanciscono norme e procedure da attuare nell’ ascolto delle “vittime” soprattutto nella fase processuale. Il disaccordo tra gruppi di lavoro comunque riconosciuti e specializzati crea grande confusione e lascia spazio a libere interpretazioni delle indicazioni date, in assenza di dispositivi di legge chiari e riconosciuti. Accade inoltre che tali “indicazioni”, vengono a mancare nella gestione della vittima durante la fase istruttoria o di raccolta delle informazioni, così che le forze dell’ordine deputate ad affrontate compiti così delicati e fondamentali, si attivano e si attrezzano individuando al loro interno risorse e strategie che talvolta vengono richieste e indicate dal pubblico ministero. Anche questi ultimi professionisti, per quanto sensibili e seriamente preparati sulla materia da un punto di vista giuridico, spesso non hanno sufficiente formazione sul funzionamento di una vittima di esperienza traumatica, per coordinare al meglio la raccolta delle informazioni durante la fase delle indagini preliminari.

Il mondo giuridico ha necessità di essere sostenuto nell’individuare strategie adeguate sul piano giuridico ma attente e rispettose delle fragilità e dell’eventuale funzionamento post traumatico nella vittima. Quest’ultimo viene talvolta citato (senza che chi lo fa ne sia per altro a conoscenza) solo in relazione ai comportamenti, tenuti dalla vittima nel corso delle audizioni, che vengono additati come segnali di non attendibilità del teste.

Accade così che, nonostante le dichiarazioni di intenti e di consensi, ancora oggi si osserva che i bambini e le donne sono considerati ‘oggetto di prova’ più che vittime bisognose di cura, per cui, sul piano clinico, si verifica una precoce esposizione al contesto giudiziario che governa il processo con ascolti talvolta ripetuti in più contesti e conseguente vittimizzazione istituzionale, mentre la presa in carico clinica viene ritardata, se non addirittura è totalmente assente.

6. bambini adottati da coppie che non hanno affrontato né prima del Decreto di idoneità all’adozione né dopo l’inserimento pre-adottivo la propria storia traumatica ove presente (come spesso si riscontra) soprattutto ma non solo rispetto all’infertilità e fanno difficoltà a gestire e riconoscere il trauma evolutivo nel figlio.

7. non ultimi, gli operatori dei contesti clinico forensi (dai medici agli psicologi ai Magistrati, Giudici, Avvocati) spesso vivono condizioni di traumatizzazione vicaria e sono portatori di vissuti di controtrasfert traumatico, poco riconoscibile e negato, con pesanti ripercussioni sulla salute psico-fisica e sulla qualità del lavoro professionale, con effetto domino sugli utenti.

-- -- --

Negli ultimi incontri, l’attenzione dei soci si è focalizzata su un tema specifico, grazie all’invito offerto dal socio Massimo Portas a Cagliari che si è fatto promotore di un importante incontro interprofessionale presso l’Ordine degli Psicologi della Sardegna, lo scorso 17 ottobre 2019.

Emerge una situazione degna di nota: la Corte Europea dei Diritti Umani con alcune sentenze ammonisce l’Italia di non aver fatto abbastanza per rispettare il diritto alla genitorialità e per aiutare a recuperare la famiglia d’origine. Tali sentenze sono state lette dai magistrati come l’inesigibilità del diritto del bambino di stare nella propria famiglia d’origine. Tuttavia, tale principio assolutamente condivisibile, non sembra rispondere alle situazioni di grave pregiudizio sui bambini da parte di genitori maltrattanti e violenti, abusanti.

Questa tendenza si esprime in una riduzione delle sentenze di adottabilità definita e netta, in favore di sentenze di affidi sine die, incrementando l’indefinitezza dei confini di tutela e la messa in discussione delle procedure in Corte di Appello che aumentano progressivamente la lunghezza della progettualità di vita dei bambini fuori famiglia. Altra conseguenza riguarda il mantenimento degli incontri protetti, che vengono interrotti solo se considerati pregiudizievoli mentre sono mantenuti quando disfunzionali. Proprio su questo punto, sembra necessaria una definizione di cosa è pregiudizievole e cosa disfunzionale, nel dispositivo degli incontri protetti che possono, invece, trasformarsi in circostanze di ri-vittimizzazione del bambino.

La prima riflessione è che alla CEDU sono arrivati ricorsi da parte degli avvocati dei genitori mentre la posizione dei minorenni non vengono rappresentate parimenti dai loro difensori-curatori.

Gli esperti del settore conoscono quanto sia doloroso e vulnerabile il mantenimento dei legami in assenza di una definizione chiara del progetto di vita che restituisca al bambino il diritto di crescere in una famiglia tutelante e accudente. Spesso la valutazione della qualità degli incontri protetti e del mantenimento del legame viene demandato a servizi poco strutturati e non specializzati che non riescono a rappresentare la necessità di tutela dei minorenni al TM che non dispone nessun cambiamento.

Si cita l’esperienza di TORINO che ha promosso un tavolo di concertazione tra magistratura e consulenti tecnici.

Nel mondo dell’Autorità Giudiziaria bisognerebbe porsi come quesito:

QUALE DIRITTO DOBBIAMO TUTELARE?

STIAMO TUTELANDO I DIRITTI DI TUTTE LE PARTI IN CAUSA?

Si verificano, dunque, condizioni che non favoriscono progetti riparativi per i minorenni fuori famiglia (careleavers):

  • Calo delle domande adottive;
  • Bambini grandi danneggiati e con gravi esperienze sfavorevoli e traumatiche alle spalle che ne condizioneranno l’avvenire, se non inseriti in un percorso di cura adeguato;
  • Aumento delle tempistiche con cronicizzazione dei collocamenti fuori famiglia;
  • Maggiore frequenza del mantenimento dei legami con le famiglie d’origine in assenza di un lavoro di cambiamento sulle genitorialità fragili o inadeguate.

Citando le LINEE GUIDA DEL CISMAI è necessario che i genitori riconoscono le loro responsabilità nel parenting pregiudizievole e sono accondiscendenti ad un lavoro di cura, elementi che spesso non sono riscontrate nei contenuti delle CTU che contengono l’ambivalenza dell’irrecuperabilità con mantenimento del legame.

Infatti, emerge che a fronte di una situazione così complessa, i Tribunale sono orientati a chiedere ai Consulenti Tecnici di rispondere in modo più chiaro a quesiti molto articolati con la conseguenza che si chiede ad un singolo professionista di assumere un ruolo da case manager, quando né per ruolo, né per possibilità né per competenze specifiche è possibile rispondere a tale mandato.

Al contrario, servirebbe un sistema integrato e servizi deputati a tale complessità, dove vi sia un’equipe specialistica e multi professionale che può farsi carico di tutto il nucleo sia nella fase di diagnosi che nella gestione del progetto di vita, per tutelare il diritto dei bambini ma anche per offrire una vera occasione di trasformazione ai genitori recuperabili.

Il lavoro futuro del Gruppo Forense sarà seguire quello di approfondire e offrire sostegno in tutte le situazioni sopra citate cercando e creando occasioni di confronto e informazione sul funzionamento post traumatico in tali contesti e, in particolare, anche in quest’ultima delicata realtà, cercando strade per sviluppare un dibattito serio e contrastare i possibili retroscena a discapito dei bambini per promuovere una presa in carico specialistica di tali situazioni.

 

Covid-19: Quarantena trauma-informed.

Brian McGowan Covid-19

"Io-resto-a-casa: in equilibrio tra paure e resilienza."

di Camilla Marzocchi e Raffaele Avico

Per la Rubrica AISTED "Fantasmi nel sè" SU PsychiatryOnline.it

Dal 21 febbraio 2020 il nostro orizzonte quotidiano e di vita è cambiato: c’è una epidemia che coinvolge improvvisamente e inaspettatamente tutti nello stesso momento e (ora) in tutto il mondo. Come stiamo vivendo questo radicale cambiamento di prospettiva? Che segni lascerà questa esperienza sul piano personale, emotivo, psicologico, etico, sociale, economico, politico, umano?

Il Coronavirus ha invaso i nostri corpi, ma anche le nostre menti e ogni azione e ambito del quotidiano ne risulta inevitabilmente interconnesso; la stanza della terapia, nostro osservatorio privilegiato, certamente ne ha visto l’ingresso sin dai primissimi giorni di emergenza, entrando certamente tra i temi più affrontati per i vissuti complessi che ha generato: sfide emotive nell'affrontare i faticosi cambiamenti delle molte abitudini quotidiane, ma anche l’affiorare di ricordi di un passato più antico in cui ci si è sentiti per infiniti altri motivi proprio così: costretti, isolati, impotenti, vulnerabili, in balia di eventi nuovi e sconosciuti. Ma se siamo tutti vergini di fronte a questo nuova minaccia, a chi affidarsi per fronteggiarla al meglio e mettersi al sicuro?

Il senso di sicurezza, appunto, per noi esseri umani è un tema che resta sempre sul confine di un difficile equilibrio tra una percezione soggettiva, costruita nell’arco di tutta la propria vita emotiva e relazionale, e un necessario calcolo oggettivo dei rischi esterni, che pure abbiamo bisogno di considerare per proteggerci. Tutti - cittadini, governanti, scienziati - ci siamo improvvisati funamboli in questi giorni difficili: desiderosi di tenerci in vita nel imminente pericolo, ma attenti a conservare le energie per tollerare un’emergenza che potrebbe prolungarsi, magari tenendo in tasca un po’ di forze per poter festeggiare alla fine del filo e iniziare la risalita una volta che il pericolo sarà passato. Che fare?

Alcune riflessioni per osservarsi un questi giorni difficili e strani per tutti........ Continua a leggere su POL.it!

 

REPORT WORKSHOP DI ROGER SOLOMON 25-26 Gennaio 2020

Nuovo Consiglio AISTED
Prima giornata di lavori con Roger Solomon
Roger Solomon Socio Onorario

"Trauma Complesso e Dissociazione:

aspetti avanzati della Teoria della Dissociazione Strutturale"

di Cristiana Chiej

 

E' stato un fine settimana ad alta intensità quello trascorso a fine gennaio, in occasione dell'assemblea generale AISTED.

Come Associazione abbiamo infatti avuto l'onore di ospitare un workshop di due giorni tenuto da uno dei massimi esperti a livello internazionale di EMDR, trauma complesso e dissociazione: Roger Solomon, psicologo e psicoterapeuta, Senior Trainer in EMDR e consulente negli Stati Uniti per il senato, la NASA e molte altre agenzie governative.

Mettendo generosamente a disposizione la sua grande esperienza clinica, con una notevole capacità di sintesi, integrazione e chiarezza didattica, Solomon ci ha accompagnati dentro il processo terapeutico, laddove nascono le maggiori sfide e insidie per chi lavora con pazienti con un disturbo dissociativo.

Attraverso l'ausilio di video tratti da suoi workshop internazionali, abbiamo potuto osservare momento per momento il delicato intervento di stabilizzazione, preparazione e infine il lavoro sulle memorie traumatiche: ne è emerso un uso incredibilmente flessibile e rigoroso allo stesso tempo dell'EMDR, che ancora una volta ha mostrato la sua efficacia anche nel lavoro sul trauma complesso, se utilizzato all'interno di una cornice teorica che riconosca la necessità di un approccio trifasico (stabilizzazione, elaborazione delle memorie traumatiche e integrazione) al trattamento di questi pazienti (Van der Hart, Nijenhuis, Steele, 2011).

E' infatti importante differenziare il lavoro in base alle capacità regolative e al livello di realizzazione e integrazione: se il paziente ha sufficienti risorse in questo senso è possibile procedere direttamente all'elaborazione delle memorie traumatiche in tutta sicurezza, altrimenti occorre calibrare l'intervento e lavorare prima sulla stabilizzazione.

Solomon, sposando la teoria di Liotti, evidenzia come la dissociazione affondi le sue radici nell'attaccamento disorganizzato, aggravato poi dal trauma (Liotti, G., Farina B., 2011). La disorganizzazione dell'attaccamento, data dall'attivazione contemporanea del sistema di attaccamento e del sistema di difesa verso la stessa figura, che determina una "paura senza sbocco", rappresenta dunque il terreno su cui le esperienze traumatiche vanno ad innestarsi, creando un danno che è tanto più grave quanto più precocemente esse avvengono. Per questa ragione, prima di poter lavorare sulle memorie traumatiche in modo sicuro ed efficace, è necessario ridurre la disorganizzazione dell'attaccamento e la iperattivazione del sistema di difesa. Come molti altri psicotraumatologi, Solomon parte dall'idea che la dissociazione rappresenti un continuum, dove ad un estremo di trovano gli "stati dell'io" (differenti ma non separati modi sentire e pensare della persona in un determinato momento) e all'altro estremo parti dissociative con una notevole autonomia psichica. Più ci si sposta verso la dissociazione, più è necessario lavorare sulla stabilizzazione e sulla diminuzione della fobia fra queste parti, pena l'efficacia e la sicurezza del lavoro terapeutico.

Anche in queste fasi del trattamento, tuttavia, l'EMDR ha un ruolo di primo piano, andando bel al di là delle potenzialità del protocollo standard. Nelle sedute mostrate nei suoi video, infatti, Solomon utilizzava continuamente le stimolazioni bilaterali per far proseguire il lavoro clinico verso la stabilizzazione e una progressiva integrazione.

Per poi procedere all'elaborazione delle memorie traumatiche con il protocollo standard è necessario che vengano rispettati alcuni criteri. Innanzi tutto il paziente deve avere la capacità di calmarsi, ovvero di rientrare nella finestra di tolleranza: è certamente possibile che durante il lavoro il paziente si attivi tanto da perdere la regolazione, e proprio per questo è necessario costruire insieme a lui i "freni di emergenza" affinché questa esperienza non rappresenti una nuova traumatizzazione.

Ci deve inoltre essere una certa co-consapevolezza e collaborazione fra le parti dissociative: con la supervisione della parte adulta, devono riconoscere la reciproca presenza e la funzione che ciascuna ha svolto al tempo del trauma e continua a svolgere per proteggere il paziente e garantirgli la sopravvivenza in condizioni così estreme come quelle create dal trauma. Solo se le parti cominciano a riconoscersi reciprocamente, ad essere consapevoli ed accettare la presenza le une delle altre, il buon lavoro svolto ("Good Job!") da ciascuna per proteggere il sistema, allora si può chiedere loro il consenso per procedere con l'elaborazione delle memorie traumatiche, senza correre il rischio di una ri-traumatizzazione.

Il terapeuta deve costantemente lavorare portando il paziente a osservare i suoi stati interni, a mantenere l'orientamento nel tempo presente, la connessione con la sua parte adulta e le sue risorse, la consapevolezza che il momento del trauma è passato. La capacità di orientarsi nel tempo, una sufficiente capacità integrativa tale da rimanere presente o tornare presente quando emergerà l'emozione del trauma, è fondamentale per permettere al paziente di tollerare ora quello che è stato troppo allora, rendendo l'esperienza del rientrare in contatto con le memorie traumatiche davvero trasformativa e non più soverchiante.

Naturalmente la sequenza non è manualizzabile, ma è necessario valutare di volta in volta la presenza di questi criteri minimi prima di poter entrare nelle memorie traumatiche.

In questo percorso, ogni piccolo momento di connessione empatica all'interno del paziente, di riconoscimento amorevole del dolore e della fatica attraversati, è una risorsa da installare, da riconoscere e coltivare perché le ferite possano essere sanate e la frammentazione ricomposta. E' un lavoro complesso, lungo il quale Roger Solomon ci ha accompagnati mostrando i punti di svolta possibili, le scelte fatte e le diverse strategie utili a far procedere il lavoro o ad uscire da eventuali stalli. La relazione terapeutica, ha ripetutamente puntualizzato Solomon, è cornice e nello stesso tempo strumento principe dell'intervento clinico: il paziente non lavora da solo, ma all'interno di un assetto relazionale sintonico e cooperativo, attento a dosare gli interventi affinché il paziente non sia in balia delle emozioni dirompenti ma sempre più capace di tollerare e gestire nel presente ciò che è stato soverchiante al momento del trauma, grazie anche al clima di sicurezza e fiducia della relazione che accompagna il progressivo lavoro di integrazione.

Purtroppo l'inquadratura dei video mostrati penalizzava il terapeuta e poco si è visto di ciò che Solomon faceva col corpo durante quelle sedute così intense, cariche di emozioni e dense dal punto di vista clinico. Peccato: da quel poco intravisto emergeva tutta la potenza della relazione terapeutica, il suo "stare" nella relazione, la capacità di sintonizzarsi con le pazienti, attraverso il corpo, la postura, lo sguardo, i piccoli gesti, la regolazione continua.

Fare terapia è per certi versi un arte e vedere un artista all'opera è sempre incredibile e potentissimo, ma oltre all'ammirazione per il tocco sensibile di cui Roger Solomon ha dimostrato di essere capace, ciò che molti di noi si sono portati a casa da questo seminario è il senso di prospettiva che emerge dal modo di lavorare di Roger Solomon, la sua capacità di mettere insieme in modo organico, fluido e spendibile nella concreta pratica clinica i maggiori contributi e le conoscenze che la psicotraumatologia oggi offre a chi sta in trincea con questi pazienti, insieme ad una rinnovata fiducia nella potenza ed efficacia degli strumenti a nostra disposizione, primo fra tutti l'EMDR.

Siamo usciti forse un po' frastornati e perturbati dall'intensità emotiva di queste giornate, ma certamente arricchiti e, forti degli strumenti a nostra disposizione, motivati a continuare il difficile e importante lavoro con questi pazienti.

A QUESTO LINK IL REPORT SU STATE OF MIND!

 

BIBLIOGRAFIA

  • Liotti, G., Farina B. (2011). Sviluppi Traumatici. Eziopatogenesi, clinica e terapia della dimensione dissociativa. Raffaello Cortina Editore, Milano

  • Van der Hart, O., Nijenhuis, E.R.S., Steel, K. (2011). Fantasmi nel sé. Trauma e trattamento della dissociazione strutturale. Raffaello Cortina Editore, Milano

Workshop Roger Solomon, Assemblea Generale 25-26 Gen 2020, Milano

Locandina Solomon AISTED 2020

E' iniziata la CAMPAGNA RINNOVI 2020!

GIA' DAL 1 NOVEMBRE 2019, L'ISCRIZIONE AISTED E' VALIDA PER L'ANNO 2020.**

** l'iscrizione ad AISTED comporta l'adesione alla European Society for Trauma and Dissociation (ESTD). Per avere modulo di adesione e maggiori informazioni scrivere a segretario@aisted.it

25 e 26 Gennaio 2020, Milano

Seminario con Roger Solomon + Assemblea generale

Roger SolomonRoger Solomon sarà nostro ospite per un workshop di due giornate sui temi a noi cari: "Trauma Complesso e Dissociazione: aspetti avanzati della Teoria della Dissociazione Strutturale". Seguirà discussione di casi clinici e presentazione di video su situazioni cliniche complesse. In allegato programma delle due giornate.

Il costo del Seminario per i soci è di 20 euro + Rinnovo della quota associativa per il 2020 (euro 40): TOT 60 euro**

**I soci non in regola con la quota 2019 dovranno regolarizzare entrambe le quote, 2019 e 2020 per poter partecipare al Workshop e all'Assemblea annuale.

**I soci nuovi dovranno scrivere a segretario@aisted.it, richiedere il modulo di adesione e seguire la procedura di iscrizione regolare ad AISTED ed ESTD. Poi potranno iscriversi sin da ora direttamente per il 2020 pagando insieme Quota Associativa 2020 e Workshop.

Nel pomeriggio di sabato dedicheremo uno spazio all'Assemblea Generale e alle Elezioni per il nuovo Consiglio Direttivo. Sarà un momento di bilancio di questi 3 anni insieme e di rilancio per i prossimi anni di lavoro. Invitiamo sin da ora tutti i soci interessati a presentare le loro candidature a questo indirizzo segretario@aisted.it, con cv e principali obiettivi legati alla candidatura, e a preparare una breve presentazione di qualche minuto cui daremo spazio nel corso dell'Assemblea.

Il Consiglio Direttivo

Giovanni Tagliavini, Paola Bertulli, Camilla Marzocchi, Paolo Ricci, Monica Romei, Alessia Tomba, Gianfrancesco Imperiali

LO SGUARDO DELLO PSICOTRAUMATOLOGO

sam manns

di Raffaele Avico

La teoria dell'attaccamento, assommata alla teoria sul trauma, porta il discorso sullo sviluppo del bambino a un piano più semplice. In questo senso è un rasoio di occam che livella, senza banalizzarlo, il livello della complessità inerente lo sviluppo infantile, in particolare quando si parli di trauma e attaccamento.
La visione dello psicotraumatologo, è una visione prima di tutto etologica. In che senso?

Alcune riflessioni aiutano a chiarire questo punto:

  • la dipendenza totale del bambino verso la figura dell'adulto, lo rende partecipante passivo alla diade madre/bambino. Pur in presenza di un temperamento difficile, la responsabilità diretta e indiretta della creazione di un certo stile di attaccamento ricade, per lo più, sul caregiver (per comodità ci riferiamo alla madre, ma potrebbe essere anche il padre o una figura vicaria). Il bambino si termoregola, si nutre, regola il proprio ciclo sonno-veglia in funzione della madre; inoltre, si regola in senso emotivo per via dell'intervento della figura di riferimento, grazie al quale tornerà tra i ranghi della qui più volte citata finestra di tolleranza
     
  • il bambino, quando non in presenza di disturbi del neurosviluppo o inquadrabili in sindromi neuropsichiatriche sconnesse dall'interazione con l'ambiente, nasce per così dire “sano”. Gli studi sull'attaccamento ci dicono che, in seguito, svilupperà un certo stile di attaccamento (sicuro o insicuro), che si protrarrà nel tempo divenendo uno stile relazionale che il bambino tenderà a presentare anche nella vita adulta. Nei primi 1000 giorni, e finchè la sua dipendenza dalle figure di riferimento si manterrà viva (almeno fino all'adolescenza per l'esser umano), le cosiddette “esperienza avverse” saranno in grado di produrgli danni più o meno duraturi in termini di strascichi post-traumatici (PTSD complex) o alterazioni comportamentali (si vedano per esempio le strategie di controllo del bambino). La dipendenza in altre parole del bambino al suo contesto, costituirà il terreno di gioco su cui lo stesso potrà sviluppare disturbi da “post-trauma”.
    Lo sguardo dello psicotraumatologo sarà quindi lo sguardo di un etologo che osservi le conseguenze di un'infanzia piena di violenza (per esempio) ai danni di un bambino, così come ai danni di, per esempio, un cucciolo di cane. Nulla cambia: il comportamento di risposta al trauma si ripresenterà nelle stesse forme sia nell'uomo che in altri animali. Questo ce lo dice chiaramente Stephen Porges illustrandoci come i comportamenti di risposta a una minaccia rispondano a sottostanti meccanismi simili, comuni, nell'uomo come negli altri animali
     
  • la lettura evoluzionistica dello stress post-traumatico “post-Janet”, trova i suoi pilastri teorici nel: 
  1. principio di gerarchia di Jackson (qui un approfondimento)
  2. teoria del cervello triuno di MacLean
  3. teoria polivagale di Stephen Porges

Queste tre teorie ci illustrano una sostanziale sovrapponibilità del funzionamento del nostro cervello e del nostro sistema nervoso, con il cervello e il sistema nervoso di qualunque animale con noi imparentato in senso evoluzionistico. Questo assunto è chiarissimo in chi faccia ricerca pre-clinica; esistono meccanismi simili in animali diversi: osservare il comportamento di un topo, è osservare un po' noi stessi.

Lo sguardo di uno psicotraumatologo, sarà dunque uno sguardo focalizzato alla ricerca di singoli grandi traumi, o di ripetuti traumi protratti in senso a relazioni disfunzionali. Questo sguardo clinico avrà come vantaggio primario la de-responsabilizzazione totale del paziente rispetto al suo dolore e al suo malessere. Non c'è mai colpa in una risposta di questo tipo. Inoltre, esisterà nella storia del paziente, una ragione incarnata e reale (calata cioè nel mondo delle relazioni del paziente, e in quello -interiore- dei ricordi relazioni traumatici) del malessere stesso. Il rasoio di occam si colloca qui, ovvero in una lettura per così dire chiarificata dei processi di sviluppo psicopatologico del bambino.

LIMITI

I limiti di un approccio del genere, divengono evidenti quando si abbia a che fare con molteplici disturbi prodotti da distorsioni del pensiero o drammatizzazioni del pensiero stesso, oppure dove il focus del problema riguardi aspetti di senso o significato. La teoria psicotraumatologica ha il vantaggio di rendere chiari alcuni passaggi di sviluppo di psicopatologia: non rappresenta chiaramente la risposta ultima a tutto il vasto insieme di disturbi possibili. Rimangono al di fuori della sua portata esplicativa: alcune depressioni melanconiche di origine non traumatica (dato che, come Liotti sostenne con forza, molte depressioni andrebbero lette come implosioni di risposte post-traumatiche, o tentativi “esausti” di far fronte ad ambienti soverchianti in senso traumatico), le sindromi psicotiche, molteplici forme di disturbi d'ansia (come il DOC) non spiegabili come adattative in un contesto traumatico, e molteplici altri disturbi. Sarà opportuno tuttavia indagare se, alla radice di questi, non esista uno scenario (psico)traumatico o psicotraumatogeno, anche solo per poterlo escludere e procedere a una migliore diagnosi differenziale.

Congresso ESTD - Ringraziamo tutti!

ESTD Rome 2019

Ringraziamo tutti i soci che hanno scelto di partecipare al 7th Biennial Congress ESTD - European Society for Trauma and Dissociation. E' stato importante ed emozionante ospitare per la prima volta a Roma questo Congresso così ricco di spunti e voci differenti nell'affrontare un ambito psicopatologico sempre pieno di sfide e complessità come è quello del lavoro con pazienti che sono sopravvissuti a gravi traumi e trascuratezza nell'arco della loro vita. 

L'esperienza clinica di Suzette Boon, Dolores Mosquera, Kathy Steele, Martin Dorahy, Benedetto Farina, Ellert Nijenhuis, Anabel Gonzalez, Renée Potgieter Marks, Luca Ostacoli e molti altri clinici internazionali ha animato i 3 giorni di lavori, offrendo spunti clinici e di ricerca importanti per la crescita professionale e umana di tutti noi.

In particolare vorremmo dare spazio ed esprimere le nostre congratulazioni ai soci premiati per il loro impegno nella ricerca e ai soci che hanno presentato i loro lavori nelle molte e ricche sessioni parallele che hanno fatto emergere il gruppo italiano e affiancato i momenti in plenaria con i big del trauma e della dissociazione.

--- ---

IL PREMIO PER IL MIGLIOR POSTER è della nostra socia Cristina Mapelli e al suo gruppo, che ha presentato un importante progetto di ricerca dal titolo:  "Dissociazione neuroanatomica tra PTSD semplice e complesso: uno studio meta-analitico."

C. Mapelli (Dip.to Neurologia, UNIMIB), L. Camillo, L. Cecconi, M. Berlingeri (DISTUM, UNIURB)

Di seguito Abstract: In letteratura esistono evidenze di una specializzazione anatomo-funzionale lungo l’asse rostro-caudale dell’ippocampo che vede la parte anteriore coinvolta prevalentemente nei processi costruttivi della memoria e in quelli di integrazione di nuove informazioni, mentre l’ippocampo posteriore costituirebbe, uno dei substrati neurali cruciali per il recupero delle informazioni dalla memoria a lungo termine episodica (e pertanto anche per il recupero di informazioni di natura autobiografica).

Il nostro obiettivo è stato quindi quello di confrontare, attraverso un approccio meta-analitico, le alterazioni neuroanatomiche di due gruppi di pazienti, uno con PTSD semplice e uno con storia di traumi ripetuti (veterani, rifugiati), partendo dall’ipotesi che i pazienti affetti da PTSD semplice dovrebbero mostrare alterazioni a livello dell’ippocampo anteriore (integrazione di un singolo evento), mentre i pazienti con PTSD complesso a livello dell’ippocampo posteriore (modificazioni a carico della memoria autobiografica, sensazione di “petrified self”).

I risultati della meta-analisi, sebbene di natura ancora preliminare, ci hanno permesso di indentificare: 1) un pattern di marker di atrofia cerebrale aspecifici di PTSD (corteccia cingolata anteriore; corteccia insulare e corteccia olfattiva); 2) la presenza di una dissociazione neuroanatomica lungo l’asse rostro-caudale dell’ippocampo tra i due gruppi di pazienti, supportando l’ipotesi di partenza; 3) un’alterazione morfometrica a livello della corteccia somatosensoriale secondaria (SII) che potrebbe rappresentare il correlato neuroanatomico di un meccanismo di disregolazione fisiologica. SII, infatti, risulta ipertrofica rispetto ai controlli nel PTSD semplice, ma atrofica nel PTSD complesso.

Cristiana Mapelli - Premio Miglior Poster ESTD Congress 2019

 

RINGRAZIAMO INFINE TUTTI I SOCI CHE HANNO PRESENTATO I LORO LAVORI:

PARALLEL SESSIONs: 
 

CRISTIANA CHIEJ, VIOLA GALLEANO "The therapist is present and (self) caring. Vicarious traumatization in psychotherapy"

ANNALISA DI LUCA "MY BODY: the drawing of human body in full scale to support the treatment of trauma"

COSTANZO FRAU "Self-Mirroring therapy with Dissociative Identity Dosorder (DID)"

ANTONELLA MONTANO, FILIPPO PERRINI, ROBERTA RUBBINO "Trauma and Psychological Consequences in Heterosexual and LGB Population. Adverse Childhood Experiences’ Prevalence and compulsive sexual behaviors in Lesbian/Gay, Bisexual and Heterosexual Population."

PORZIA TALLURI "Integrating Talk Therapy and Bio-neurofeedback in Trauma Therapy."

SARA UGOLINI "Top-down e bottom up strategies for the treatment of traumarelated eating disorders. Integrating DBT skilss training and EMDR protocol: a pilot study"

 

POSTER SESSIONs:

MARIA PAOLA BOLDRINI, ALESSANDRA CHIAPPELLI, CHIARA BELLARDI "The Assessment of Self-care Patients Perception when they Access Trauma Psychotherapy"

MARIA PAOLA BOLDRINI, ALESSANDRA CATANIA, MATTEO CAVALLETTI, VALERIA FUSCO, GIOVANNI TAGLIAVINI  "Using Trauma and Dissociation Symptoms Interview (TADS-I), in the Assessment of Differences between Dissociative and Substance Abuse Disorders."

MARINA FALANGA "Trajectories of Traumatic Development in an Autoimmune Disease: the Case of Systemic Lupus Erythematosus."

CRISTINA MAPELLI "MEMINI ME, ERGO SUM The Role of Mental Time Travelling in Generating a Coherent
Representation of the SELF."

CATERINA VISIOLI, COSTANZO FRAU "The impact of trauma and dissociation in psychiatric patients attending Sardinian mental health centers."

 

 

 

 

Allegato News

News di Ottobre!

gruppi di lavoro

Dopo lunga pausa estiva, vi ricordiamo i prossimi appuntamenti!

Roger SolomonL'Assemblea Generale con le Elezioni del Direttivo è stata fissata per il 25 e 26 Gennaio 2020!

Per l'occasione avremo l'onore di ospitare Roger Solomon che dedicherà a tutti noi un seminario di approfondimento sul tema: "Complex Trauma and Dissociation: advanced aspects of Theory of Structural Dissociation of the Personality (TSDP)"

A breve avrete i dettagli del programma delle due giornate.

 

Prossimi Eventi patrocinati e consigliati: save the date! 

  1. 12 Ottobre PARMA: Neurobiologia e trattamento della dissociazione traumatica Teoria e pratica del Deep Brain Reorienting, con Frank Corrigan, 12 Ottobre, Parma. Per Informazioni e iscrizioni: http://www.diegogiusti.com/corrigan2019
  2. 20 Ottobre 2019 CAGLIARI: Lavorare con i disturbi dissociativicon Remy Acquarone e Melanie Goodwin. Per info: psicoterapiaricercatd@gmail.com
  3. 24-26 Ottobre 2019 ROMA: Congresso ESTD The legacy of trauma and dissociation: Body and MInd in a New Perspective.
  4. 6 Dicembre 2019 TORINO: Traumatizzazione complessa e dissociazione nel bambino Dott. Tagliavini, evento organizzato da CISMAI 
  5. Molti altri eventi vengono costantemente aggiornati sulla nostra HOmepage: www.aisted.it
  6. Per tutti i soci è possibilie fare richiesta di PATROCINIO AISTED per eventi formativi e divulgativi sul tema del trauma e della dissociazione. Per info: RICHIEDI PATROCINIO!

 

Prossimi Appuntamenti dei Gruppi di Lavoro (solo per iscritti):

i gruppi saranno accessibili solo ai soci in regola con la quota associativa, per Rinnovare CLICCA QUI.

  1. Gruppo Infanzia e Adolescenza: data da definire. Per info: infad@aisted.it 
  2. Gruppo Forense:  17 Ottobre a Cagliari.  Info: forense@aisted.it
  3. Bottom Up:  1 Dicembre a Bologna, via Dante 11,  dalle 9,30 alle 12,30. ODG: "Trauma e malattie autoimmuni" con le socie Marina Falanga e Sandra Nicoletti Per info: mentecorpo@aisted.it.
  4. Gruppo Ricerca:    1 Dicembre a Bologna, via Dante 11,   dalle 13,30 alle 16,30. ODG: - Riflessioni e aggiornamenti sui progetti di ricerca avviati dai soci, nuove proposte.- Riflessioni e proposte su dati provenienti dal lavoro del gruppo Bottom-Up. - Presentazione del PITQ-t e del PITQ-p di Bethany Brand da parte di Costanzo Frau. Per Info: ricerca@aisted.it.

 

News di Luglio!

estate
Cari soci e care socie,
 
vi scriviamo per un ultimo aggiornamento prima della pausa estiva!
Il Consiglio è a lavoro per organizzare le prossime tappe associative e abbiamo già importanti appuntamenti che dall'autunno ci accompagneranno fino al 2020.
 
Tra i prossimi impegni associativi importanti ci saranno le Elezioni per il Rinnovo del Consiglio Direttivo AISTED: l'attuale Consiglio eletto nel dicembre 2016 giungerà alla conclusione del suo primo mandato triennale, dunque vi invitiamo sin da ora a pensare ad una vostra candidatura per il futuro Consiglio Direttivo, così da riuscire a dare continuità ai progetti in essere e avviarne di nuovi. La conclusione di questo primo mandato sarà l'occasione per fare un bilancio del nostro lavoro di avvio e per raccogliere le idee da realizzare nel nuovo triennio.
 
L'Assemblea Generale con le Elezioni del Direttivo è stata fissata per il 25 e 26 Gennaio 2020, e per l'occasione avremo l'onore di ospitare Roger Solomon che dedicherò a tutti noi un seminario di approfondimento sul tema: "Complex Trauma and Dissociation: advanced aspects of Theory of Structural Dissociation of the Personality (TSDP)". A settembre avrete i dettagli del programma delle due giornate.
 

Ricordiamo a tutti i soci la straordinaria occasione del Congresso ESTD di Roma del 24-26 Ottobre 2019che si terrà per la prima volta in Italia e che vedrà la partecipazione di numerosi esperti internazionali del trauma e della dissociazione tra cui Martin Dorahy, Benedetto Farina, Michela Marzano, Ellert R.S. Nijenhuis, Kathy Steele, Suzette Boon, Dolores Mosquera, Anabel Gonzalez, Renée Potgieter Marks, Luca Ostacoli, Lisa Schwarz e molti altri colleghi da tutto il mondo che presenteranno i loro lavori nei workshop e nei seminari che si terranno nelle sessioni in parallelo. Per chi non fosse già iscritto, rinnoviamo a tutti  l'invito a partecipare e vi ricordiamo la possibilità di iscriversi separatamente ai Workshop Pre-Congressuali del 24 ottobre e al Congresso che inizierà il pomeriggio del 24 e finirà il sabato 26 ottobre. PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCARE QUI!

Prossimi Eventi patrocinati e consigliati: save the date! 

  1. 12 Ottobre PARMA: Neurobiologia e trattamento della dissociazione traumatica Teoria e pratica del Deep Brain Reorienting, con Frank Corrigan, 12 Ottobre, Parma. Per Informazioni e iscrizioni: http://www.diegogiusti.com/corrigan2019
  2. 20 Ottobre 2019 CAGLIARI: Lavorare con i disturbi dissociativicon Remy Acquarone e Melanie Goodwin. Per info: psicoterapiaricercatd@gmail.com
  3. 24-26 Ottobre 2019 ROMA: Congresso ESTD The legacy of trauma and dissociation: Body and MInd in a New Perspective.
  4. 6 Dicembre 2019 TORINO: Traumatizzazione complessa e dissociazione nel bambino Dott. Tagliavini, evento organizzato da CISMAI 
  5. Molti altri eventi vengono costantemente aggiornati sulla nostra HOmepage: www.aisted.it
  6. Per tutti i soci è possibilie fare richiesta di PATROCINIO AISTED per eventi formativi e divulgativi sul tema del trauma e della dissociazione. Per info: RICHIEDI PATROCINIO!

 

Prossimi Appuntamenti dei Gruppi di Lavoro (solo per iscritti):

i gruppi saranno accessibili solo ai soci in regola con la quota associativa, per Rinnovare CLICCA QUI.

  1. Gruppo Infanzia e Adolescenza: data da definire. Per info: infad@aisted.it 
  2. Gruppo Forense:  14 settembre a Cagliari. Info: forense@aisted.it
  3. Bottom Up:  13 Ottobre a Bologna, via Dante 11,  dalle 9,30 alle 12,30. ODG: "Intervisione casi clinici attraverso la lente bottom up." Per info: mentecorpo@aisted.it.
  4. Gruppo Ricerca:    13 Ottobre a Bologna, via Dante 11,   dalle 13,30 alle 16,30. ODG: - Riflessioni e aggiornamenti sui progetti di ricerca avviati dai soci, nuove proposte.- Riflessioni e proposte su dati provenienti dal lavoro del gruppo Bottom-Up. - Presentazione del PITQ-t e del PITQ-p di Bethany Brand da parte di Costanzo Frau. Per Info: ricerca@aisted.it.

 

INVITIAMO TUTTI I SOCI NON IN REGOLA A RINNOVARE LA QUOTA ASSOCIATIVA AISTED E ESTD PER POTER CONTINUARE A RICEVERE LE NOSTRE NEWSLETTER E PER PERMETTERE ALLE ATTIVITA' ASSOCIATIVE DI CRESCERE GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE DI TUTTI E/O DI COMUNICARCI EVENTUALE DESIDERIO DI RINUNCIA ALLA VOSTRA ASSOCIATURA. GRAZIE

Speriamo di incontrarvi numerosi nei prossimi mesi! 

BUONA ESTATE E BUONE VACANZE A TUTTI!

Il Consiglio Direttivo

Giovanni Tagliavini, Paola Bertulli, Camilla Marzocchi, Paolo Ricci, Monica Romei, Alessia Tomba

Aggiornamenti per i Soci: ultime novità!

Associazione AISTED

Cari Soci e care Socie,

vi scriviamo per aggiornarvi sulle ultime novità e sui prossimi appuntamenti associativi e formativi.

Ultime novità:

  • Siamo diventati 150! La nostra rete sta crescendo e stiamo diventando un riferimento per molti colleghi che in Italia vogliono approfondire il tema del trauma e della dissociazione e abbiamo incontrato molto interesse e fermento negli incontri tra i nostri associati e nelle occasioni formative che hanno visto la partecipazione dei soci. Se avete colleghi che vogliono unirsi alla rete la Campagna Iscrizioni e Rinnovi 2019 è sempre attiva! Trovate qui tutte le informazioni utili da condividere: Associati!

 

  • Abbiamo un nuovo LOGO AISTED! Negli ultimi mesi il gruppo web in collaborazione con Keymove di Andrea Magni ha realizzato il nostro primo logo ufficiale, che sarà utile a tutti voi per presentare i vostri progetti patrocinati e che aiuterà ad identificare la nostra presenza negli eventi promossi e sostenuti dalla nostra associazione. Trovate il nuovo logo in allegato a questa mail e sulla Home del sito!

 

  • L'Assemblea Generale tenutosi a Roma il 23 Febbraio 2019, durante la bellissima giornata formativa "Curare le gravi forme della dissociazione"ha permesso di approvare il bilancio annuale e di informare alcuni nuovi soci delle nostre attività. I gruppi attivi stanno procedendo spediti con il lavoro di riflessione clinica e metodologica nella diverse aree di interesse (Infanzia e adolescenza, bottom up, ricerca e gruppo forense), mentre abbiamo riflettuto sull'importanza di far nascere e costruire un Gruppo di lavoro dedicato alla comunicazione con i servizi sanitari pubblici. Molti tra i nostri soci condividono l'esperienza di lavorare in Ausl o in contesti istituzionali e incontrano simili difficoltà nella condivisione di una cornice teorica, epistemologica e diagnostica per intervenire su pazienti che presentano una sintomatologia correlata ad una lunga storia di traumatizzazione e sarebbe interessante poter unire le forze in campo e lavorare in questa direzione. E' stato rinnovato ai soci presenti l'invito a richiedere Patrocinio AISTED per le vostre attività di formazione o ricerca. L'incoraggiamento per tutti è di creare gruppi autonomi nella città e nelle vostre aree di lavoro, per favorire lo scambio attivo tra i soci e creare un lavoro in piccoli gruppi che possa essere di sostegno, di intervisione, di costruzione di progetti che possano diventare modello operativo per altre realtà in Italia. In ottobre inoltre ci sarà il rinnovo del Consiglio Direttivo che in Dicembre concluderà il suo primo mandato triennale, per cui vi invitiamo sin da ora a meditare su una vostra candidatura! Presto troverete online il Verbale dell'Assemblea con gli aggiornamenti dettagliati da tutti i gruppi di lavoro.

 

  • Ricordiamo a TUTTI il prossimo Congresso Internazionale ESTD che si terrà a Roma da 26 al 28 Ottobre. AISTED sarà nel comitato scientifico e sarà per la nostra Associazione un'occasione importante per essere riconosciuti come luogo di confronto e di riferimento sui temi del Trauma e della Dissociazione in Italia. Qui il sito ufficiale: Congresso Internazionale ESTD 2019 ROMA Per i soci interessati a portare lavori in forma di poster o piccolo workshop, la Call for ABSTRACT è stata spostata al 15 Marzo: invitiamo tutti i soci a portare lavori o idee di ricerca da condividere!

 

  • Prosegue la collaborazione di AISTED con PsychiatryOnLine, con articoli di approfondimento sulla Psicotraumatologia che stanno avendo molto successo in rete. Tuttavia la Rubrica "Fantasmi nel sé" : negli ultimi mesi abbiamo registrato un calo nella stesura degli articoli da parte dei soci e rinnoviamo caldamente a tutti l'invito a cogliere questa bella occasione! Per offrire il vostro contributo è sufficiente condividere alcuni scritti su letture che state facendo o su casi clinici particolari che avete voglia di raccontare, ma anche recensioni di libri, film o serie tv inerenti al tema del trauma e della dissociazione che hanno suscitato il vostro interesse. Vi aspettiamo numerosi, per inviare articoli da sottoporre a revisione scrivere a: areaweb@aisted.it

 

Eventi consigliati e patrocinati: save the date!

  1. 26-28 Aprile 2019 VENEZIA: Nuove frontiere nella cura del trauma. Con Dolores Mosquera e Khaty Steele sul tema della Elaborazione dei contenuti traumatici- fase 2- nei pazienti dissociativi e con complex PTSD. Organizzazione a cura di Area Trauma srl, per info:  info@areatrauma.euSconto 10% Soci AISTED.
  2. 10-12 Maggio ROMA: Congresso attaccamento e trauma. Il Congresso Integrazione e dissociazione della personalità è organizzato da ISC International, AISTED ha patrocinato l'evento ed è previsto uno sconto del 15% per i soci AISTED sulla quota di iscrizione.
  3. Da Aprile 2019Master annuale in Sessuologia Clinica, presso il Centro MAP di Salerno. con la Dott.ssa Maria Rosaria Porcaro. Per info: centromapsalerno@gmail.com
  4. 20 Ottobre 2019 CAGLIARI: Lavorare con i disturbi dissociativi, con Remy Acquarone e Meani Goodwin. Per info: psicoterapiaricercatd@gmail.com
  5. 24-26 Ottobre 2019 ROMA: Congresso ESTD The legacy of trauma and dissociation: Body and MInd in a New Perspective. 
  6. Molti altri eventi vengono costantemente aggiornati sulla nostra HOmepage: www.aisted.it

 

Prossimi Appuntamenti dei Gruppi di Lavoro (solo per iscritti):

i gruppi saranno accessibili solo ai soci in regola con la quota assocativa, quindi invitiamo tutti a regolarizzare appena possibile sia il rinnovo AISTED che quello ESTD.

  1. Formazione TADS, Seconda Edizione: 9 Marzo Milano, via Ariosto 4. Info: ricerca@areatrauma.eu
  2. Gruppo Forense:  prossimi incontri il 26 maggio a Milano e il 14 settembre a Cagliari. Info: forense@aisted.it
  3. Bottom Up, Ricerca e Infanzia Adolescenza: i gruppi si sono riuniti da poco e usciranno prossimamente le nuove date. 

Speriamo di incontrarvi numerosi nei prossimi mesi e di coltivare insieme la nostra rete con la partecipazione attiva e lo scambio sui temi a noi cari.

Il Consiglio Direttivo

Giovanni Tagliavini, Paola Bertulli, Camilla Marzocchi, Paolo Ricci, Monica Romei, Alessia Tomba

NUovo Logo AISTED

 

News di Dicembre!

Christmas Candle

Cari Soci e care Socie,

siamo alla fine del 2018 e vi scriviamo per aggiornarvi sulle ultime novità e sui prossimi appuntamenti associativi e formativi!

Ultime novità:

  • La nostra rete sta crescendo e stiamo diventando un riferimento per molti colleghi che in Italia vogliono approfondire il tema del trauma e della dissociazione. Dal 15 Novembre è iniziata la Campagna Iscrizioni e Rinnovi 2019! Invitate nuovi soci a unirsi alla rete, qui tutte le informazioni utili da condividere:Associati!
  • Il Prossimo Congresso Internazionale ESTD di terrà a Roma da 26 al 28 Ottobre. AISTED sarà nel comitato scientifico e sarà per la nostra Associazione un'occasione importante per essere riconosciuti come luogo di confronto e di riferimento sui temi del Trauma e della Dissociazione in Italia. Tenetevi aggiornati per leggere il ricchissimo programma e inviare abstract! Qui il sito ufficiale da consultare:Congresso ESTD Roma 2019.
  • Prosegue la collaborazione di AISTED con PsychiatryOnLine, con articoli di approfondimento sulla Psicotraumatologia che stanno avendo molto successo in rete. Tuttavia la Rubrica "Fantasmi nel sé" ha bisogno della PARTECIPAZIONE di TUTTI VOI, affinché la voce di AISTED raggiunga più clinici e studiosi del Trauma e della Dissociazione. E' fondamentale nella nostra missione associativa fare cultura sul trauma in Italia e questa Rubrica è l'occasione giusta per farlo. Dunque vi invitiamo tuttia dare il vostro contributo e inviare il vostro scritto/articolo ad: areaweb@aisted.it 
  • Nei mesi scorsi il Consiglio e molti nostri soci sono stati impegnati e presenti in varie realtà formative italiane a portare l'esperienza e le istanze di AISTED: Convegno CISMAI "La cassetta degli Attrezzi" (21 ottobre, Milano);  Convegno SITCC di Verona del 20-23 Settembre; Dal trauma al reato: il lavoro nelle REMS (13 Novembre, Bologna). In tutte queste occasioni i soci coinvolti hanno portato il contributo di tutti noi e condiviso l'idea di promuovere Linee guida utili a strutturare interventi clinici adeguati sul trauma complesso e sulla dissociazione.
  • Abbiamo dedicato uno spazio per promuovere e patrocinare i progetti formativi che ci avete sottoposto: Workshop Trauma e dissociazione, presso la AUSL di Roma 1 (Sara Ugolini); Percorsi di Formazione per la presa in carico del bambino traumatizzato e della sua famiglia, presso la Asl Napoli 3 Sud (Monica Romei); Progetto di formazione su trauma e dissociazione all'interno in collaborazione con Fata Onlus (Lorenzo Guerra, Emanuela Coerezza);  Corso di formazione presso la questura di Milano per gli operatori della polizia coinvolti nelle audizioni protette e nei pool antiviolenza (Alessia Tomba, Elena Simonetta). Saremo lieti di sostenere i vostri progetti e promuovere AISTED presso enti, istituzioni, associazioni dedicati allo studio del trauma. Richiedi Patrocinio!

 

Eventi consigliati e patrocinati: save the date!

  1. 23 Febbraio 2019 ROMA: Convegno + Assemblea Generale. In occasione del Convegno Curare le gravi forme di Dissociazioneorganizzato presso l'Università Europea di Roma e patrocinato da AISTED per l'enorme interesse sul tema, si riunirà l'Assemblea Generale Annuale dalle 13,30 alle 15,00 (riceverete presto convocazione ufficiale) e siete tutti invitati a partecipare per conoscere nel dettaglio le attività promosse, approvare il bilancio annuale e farci le vostre proposte per il 2019. Convegno gratuito.
  2. 26-28 Aprile 2019 VENEZIA: Nuove frontiere nella cura del trauma. Con Dolores Mosquera e Khaty Steele sul tema della Elaborazione dei contenuti traumatici- fase 2- nei pazienti dissociativi e con complex PTSD. Organizzazione a cura di Area Trauma srl, per info: info@areatrauma.euSconto 10% Soci AISTED.
  3. 10-12 Maggio ROMA: Congresso attaccamento e trauma. Il Congresso Integrazione e dissociazione della personalità è organizzato da ISC International, AISTED ha patrocinato l'evento ed è previsto uno sconto del 15% per i soci AISTED sulla quota di iscrizione.
  4.  24-26 Ottobre 2019 ROMA: Congresso ESTD The legacy of trauma and dissociation: Body and MInd in a New Perspective.Dal 15 Novembre è aperta la possibilità di inviare abstract, il programma completo sarà presto disponibile online. Segreteria organizzativa Full Day srl, info a:fullday@fullday.com.
  5. Febbraio-Dicembre 2019: Corso Annuale con Janina Fisher "Il Trattamento del Trauma Basato sulla Stabilizzazione (T-TRABS). Un nuovo modello per il trattamento dei pazienti affetti da disturbi trauma-correlati"Organizzazione a cura di Area Trauma srl, per info: info@areatrauma.euSconto 10% Soci AISTED

 

Prossimi Appuntamenti dei Gruppi di Lavoro (solo per iscritti):

  1. Gruppo Bottom Up: 19 GennaioMilano, via Ariosto 4, dalle 9,30 alle 13,30. ODG:  "Gli indicatori somatici come ulteriore risorsa per una possibile diagnosi differenziale": il corpo come fonte di informazione che guida nella comprensione della complessità del caso e della entità della disintegrazione. Il mattino sarà dedicato a una riflessione clinica su casi, il pomeriggio quanto emerge sarà condiviso col gruppo ricerca. Info:mentecorpo@aisted.it
  2. Gruppo Ricerca: 19 GennaioMilano, via Ariosto 4, dalle 15 alle 19,00. ODG: "Riflessioni e aggiornamenti sui progetti di ricerca avviati dai soci e nuove proposte." Info:ricerca@aisted.it
  3. Formazione TADS, Seconda Edizione: 9 Marzo Milano, via Ariosto 4. Info: ricerca@areatrauma.eu
  4. Gruppo Infanzia e Adolescenza:  prossimo incontro a Milano a fine Gennaio/Febbraio 2019 in data da definirsi. Info:infad@aisted.it
  5. Gruppo Forense:  prossimo incontro a Milano a Febbraio 2019 in data da definirsi. Info:forense@aisted.it

 

 

Speriamo di incontrarvi numerosi nei prossimi mesi e di coltivare insieme la nostra rete con la partecipazione attiva e lo scambio sui temi a noi cari.

Cogliamo l'occasione per augurarvi buone feste e un felice inizio per il 2019!

 

Il Consiglio Direttivo

Giovanni Tagliavini, Paola Bertulli, Camilla Marzocchi, Paolo Ricci, Monica Romei, Alessia Tomba

Ultimo contributo su PsychiatryOnLine!

Prosegue la ricca collaborazione tra AISTED e la Rivista Psychiatry On Line di Francesco Bollorino, che da anni si occupa di divulgare contenuti scientifici di ambito psichiatrico e psicologico di grande respiro e qualità.

La nostra Associazione ha avuto l'onore di offrire il suo contributo alla creazione di una Rubrica interamente dedicata alla Psicotraumatologia, che grazie al lavoro dei nostri soci ha offerto negli ultimi mesi numerosi spunti di riflessioni e analisi cliniche.

L'ultimo contributo è dedicato all'approfondimento della difficile linea di confine tra la Diagnosi del Disturbo Borderline di Personalità e l'identificazione di una traiettoria di vita traumatica che porta allo sviluppo di un Disturbo post-traumatico cronico o Trauma complesso.

Distrurbo Borderline o Dissociazione Traumatica?

"L’inquadramento psicotraumatologico fornisce una cornice di comprensione e analisi funzionale dei sintomi attuali del paziente, con particolare attenzione alla sua traiettoria di vita e agli eventi negativi e traumatici che l’hanno costellata. Come esseri umani la nostra identità non è semplicemente il risultato dei traumi che abbiamo vissuto e il trauma non ci definisce interamente come individui; tuttavia le emozioni soverchianti collegate a quei traumi - se irrisolte - possono condizionare profondamente alcune risposte, strategie, difese, risorse e contribuire a sviluppare modalità di relazione e reazioni emotive rigide, automatiche e stereotipate, che tendono nel tempo ad acquisire la forma di aspetti “caratteriali”, “tendenze umorali”, tratti di personalità o, talora, veri e propri disturbi di personalità. La psicotraumatologia non offre un’ottica deterministica, spesso molto temuta e rigettata da pazienti e terapeuti, ma propone al contrario......continua a leggere su POL.it!

Borderline

Novità editoriali: EMDR. Entrare nelle memorie traumatiche per curare il trauma infantile, di Elena Simonetta

Libro EMDR Dott.ssa SimonettaEMDR. Entrare nelle memorie per curare il trauma infantile, di Elena Simonetta

San Paolo Edizioni (Milano, 2018)

Prefazione di Isabel Fernandez

"EMDR. Entrare nelle memorie per curare il trauma infantile" spiega ai non addetti ai lavori le basi scientifiche sulle quali nascono le più recenti e validate teorie psicotraumatologiche, passando in rassegna il funzionamento del nostro cervello, le reazioni del corpo e la funzione genitoriale nel prevenire e curare i traumi. L'autrice offre ai genitori interessati una guida per comprendere meglio alcuni comportamenti dei propri figli, consigliando infine i percorsi più indicati da seguire.[...]"

 

Presentazione a cura di Alessia Tomba

In EMDR entrare nelle memorie per  curare il trauma infantile  l’autrice presenta ai colleghi ma soprattutto ai genitori e ai non esperti della materia le basi cliniche, validate dalla comunità scientifica, dalle quali prendono avvio le più moderne teorizzazioni in tema di psicotraumatologia infantile. Parla di concetti chiave come l’importanza assunta nello sviluppo evolutivo della “sicurezza”, della “protezione”, del ruolo fondamentale svolto dall’ “attaccamento” e dalla “sintonizzazione emotiva”. Chiarisce cosa si intende per “disregolazione emotiva”, di cosa gli esperti oggi intendano per “trauma” e soprattutto quando e quanto la traumatizzazione si insinua e si appropria del corpo, della psiche e delle emozioni.

Tali concetti possono affiancare il genitore verso una maggiore comprensione dell’importanza del proprio ruolo e di come la sua relazione col figlio può essere di sostegno o necessiti qualche aggiustamento per accompagnarlo al meglio nella crescita. Li guida a raggiungere una migliore sintonia con il bambino e, a detta di tutta la comunità scientifica e ovviamente della scrivente, questa rappresenta la migliore strategia di protezione per lo sviluppo del bambino.

L’autrice dedica un intero capitolo all’approfondimento della correlazione tra attaccamento e funzionamento psicomotorio, soffermandosi sugli esiti della traumatizzazione proprio in quest’ultimo. Ritengo importante che genitori, caregivers in genere ma anche gli psicoterapeuti infantili inizino a conoscere meglio tale aspetto troppo spesso delegato a neuropsichiatri o psicomotricisti, così da poter effettuare una valutazione integrata dei molteplici aspetti di funzionamento infantile, anche quello corporeo.

Nel testo inoltre, si presentano le possibili reazioni dei bambini agli eventi traumatici, si descrivono dei sintomi fisici, cognitivi e psicologici che un bambino traumatizzato può manifestare.

Ritengo che questo possa essere di grande aiuto ai genitori che, riconoscendo nei propri bimbi alcuni dei segnali descritti, possono avviare percorsi di approfondimento specialistico che eventualmente li indirizzino verso i migliori percorsi di cura. Viene dedicato in tal senso ampio spazio nell’esplorare una delle terapie più efficaci per l’elaborazione del trauma, l’EMDR.

Segnalo il grosso lavoro operato dall’autrice per rendere il testo il più possibile fruibile anche ai non addetti ai lavori; è stata ricercata la chiarezza insieme alla sintesi di tantissimi concetti importanti espressi con passione e con una modalità personale e diretta.

Credo che questo sia un testo utile per i colleghi che lavorano con la traumatizzazione infantile perché elenca aspetti che concorrono a favorirla, illustra in che modo si manifesti nella psiche, nel corpo e negli affetti, e illustra come l’EMDR in particolare, si proponga di elaborare il trauma.

Dott.ssa Alessia Lara Tomba

Psicoterapeuta Psicotraumatologa

Socio Fondatore e Consigliere AISTED

In memoria di Giovanni Liotti (EJTD Vol.2 (2018) 109–115)

Nell'ultimo numero del European Journal of Trauma & Dissociation (pp. 109–115), è stato dedicato un editoriale alla memoria di Gianni Liotti, scomparso il 9 Aprile di quest'anno. 

Di seguito la traduzione della prima parte dell'articolo, in allegato l'Editoriale completo con i contributi di Antonio Fenelli, Antonio Onofri, Andrew Moskowitz, Helene Dellucci, Oliver Piedfort-Marin ed Eva Zimmermann.

Gianni LiottiDopo decenni dedicati al lavoro clinico, teorico e di ricerca nel campo dell’Attaccamento e del Trauma, Giovanni Liotti ci ha lasciati, il 9 Aprile di quest’anno. Nei primi anni ’90 Liotti è stato uno dei primi autori a scrivere della rilevanza dei processi di attaccamento nello sviluppo della psicopatologia e nella psicoterapia del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD). A quel tempo questo tema era ancora di interesse minoritario nel campo della psicoterapia. Siamo abbastanza sicuri che sarebbe stato felice di sapere che l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta pianificando l’inserimento della diagnosi di C-PTSD nel prossimo ICD-11, prendendo in considerazione proprio le difficoltà relazionali di questi pazienti e l’eziologia di questo disturbo anche nei traumi precoci di attaccamento. Liotti ha supportato la creazione del European Journal of Trauma and Dissociation con un articolo presentato in lingua francese, dal titolo “Attacchment Informed Psychotherapy: An approach based on the evolutionary theory of motivational systems”.

Seguì un training in Terapia Comportamentale nei primissimi passi della sua carriera e diventò successivamente allievo di John Bolwby, il cui lavoro introdusse lui stesso in Italia. La sua pratica clinica è stata definita integrata e la sua influenza è stata enorme sullo sviluppo della terapia comportamentale e cognitiva in Italia. Liotti introdusse successivamente il nuovo concetto di Attaccamento Disorganizzato e ne studiò le implicazioni nel suo lavoro clinico e di ricerca con pazienti affetti da C-PTSD e disturbi dissociativi. La sua opera ha enormemente influenzato il campo della Psicotraumatologia.

Molti colleghi che hanno lavorato con Giovanni Liotti hanno accettato di scrivere un tributo a lui in occasione di questo editoriale. I colleghi italiani Antonio Fenelli e Antonio Onofri incontrarono Gianni Liotti nel 1983 e diventarono suoi cari amici. I loro scritti ci raccontano dell’amicizia con Gianni e lo descrivono come un maestro ed un essere umano davvero straordinario. Andrew Moskowitz ci racconta dei 10 anni di scambi e confronto con Liotti. Helene Dellucci, Oliver Piedfort-Marin ed Eva Zimmermann hanno conosciuto più di recente Giovanni Liotti e spiegano come i suoi insegnamenti hanno influenzato il loro lavoro e il loro stesso modo di insegnare. Questi tributi mostrano come gli insegnamenti di Liotti sopravviveranno a lungo dopo la sua morte attraverso le future generazioni di ricercatori e psicoterapeuti.

Non da ultimo ricordiamo la sua capacità di intrattenere con il suo tipico stile italiano. Avrebbe potuto parlare senza sosta durante un’intera cena, lasciando i suoi commensali al tempo stesso affascinati e stanchi, ma ancora desiderosi di imparare di più da questa legenda vivente. L’uomo con la pipa se n’è andato ma la sua eredità vive.

News di Settembre!

Cari Soci e Socie,

dopo la breve pausa estiva vi aggiorniamo delle ultime attività e dei prossimi appuntamenti con AISTED!

Ultime novità:

  • Prosegue con successo la collaborazione con PsychiatryOnLine, con articoli di approfondimento sulla Psicotraumatologia che stanno avendo molto successo in rete. Ringraziamo i soci AISTED Raffaele Avico, Ilaria Vannucci, Gabriele Einaudi, Marta Zighetti e Giovanni Salotto, che hanno avviato la Rubrica "Fantasmi nel sé", e invitiamo tutti i soci che hanno voglia di scrivere e contribuire alla cultura del trauma, di inviare i loro contributi a: areaweb@aisted.it. 

 

  • AISTED parteciperà al prossimo Convegno CISMAI del 5-6 Ottobre "La cassetta degli Attrezzi": un gruppo di soci coordinati da Monica Romei e Alessia Tomba porteranno il contributo del Gruppo Infanzia e Adolescenza di AISTED all'attenzione del Coordinamento CISMAI e sarà un'occasione preziosa di confronto clinico con l'Associazione che dal 93' si occupa della tutela dell'infanzia e della definizione di line guida per la cura del trama infantile nei bambini vittime di violenza e trascuratezza. Come Consiglio siamo fedeli all'obiettivo di fare rete con tutte le realtà italiane che oggi si occupano di trauma e crediamo che questo scambio possa arricchire tutti, grazie all'incontro tra decennale esperienza del CISMAI e l'impegno di AISTED ed ESTD sulla definizione di protocolli diagnostici e clinici evidence based per intervenire sulla sofferenza dei pazienti vittime di violenza. Invitiamo tutti i soci AISTED interessati, o già iscritti al CISMAI, di partecipare numerosi e dare il loro contributo a questo primo incontro importante per la nostra neo-nata associazione. In allegato a questa Newsletter trovate il programma completo del convegno.

 

  • Segnaliamo la presenza di un folto gruppo di soci AISTED, al prossimo Convegno SITCC di Verona del 20-23 Settembre, che ospiterà 3 simposi interamente dedicati alla Psicotraumatologia. Vista l'alta percentuale di soci SITCC tra i nostri associati, siamo lieti di invitarvi a partecipare e ringraziamo i soci AISTED Giovanni Tagliavini, Maria Paola Boldrini, Alessia Tomba, Alessandra Catania, Costanzo Frau, Rossana Dadà, Roberto Framba, Antonia Pierobon che presenteranno il loro contributo clinico e di ricerca su temi centrali per la diffusione delle buone pratiche cliniche in area psicotraumatologica. L'ampio spazio dato all'approfondimento e all'inclusione degli aspetti traumatici ci fa ben sperare per la creazione di protocolli condivisi e integrati tra diverse scuole di psicoterapia. In allegato a questa Newsletter trovate il programma completo del convegno.

 

  • Il Consiglio si riunirà il 9 Settembre per ridefinire gli obiettivi 2018-2019 e continuare a lavorare  all'Organizzazione del Prossimo Convegno ESTD fissato per Ottobre 2019.

Prossimi Appuntamenti (solo per iscritti):

  1. Il 29 Settembre a Milano, si terrà la prima formazione sulla somministrazione della TADS- I (di Suzette Boon), aperta e gratuita ai soci AISTED del Gruppo Ricerca, che procederanno alla somministrazione del questionario ai fini della validazione dello strumento diagnostico. Nei prossimi mesi si terranno altre formazioni, sempre gratuite e aperte a tutti i nostri soci, di cui sarete presto informati.
  2. il 13 Ottobre si terrà a Milano il prossimo incontro del Gruppo Infanzia e Adolescenza, coordinato da Elena Simonetta. Info a: infad@aisted.it
  3. il 30 Ottobre si terrà a Milano il secondo incontro del Gruppo Forense, coordinato da Monica Romei e Alessia Tomba. Info a: forense@aisted.it
  4. Consultare la sezione EVENTI del nostro sito per restare aggiornati sui principali eventi formativi di area psicotraumatologica presenti nei prossimi mesi in Italia!

IMPORTANTE: RINNOVI 2018!

Vi invitiamo a rinnovare le quote Associative di AISTED e ESTD per poter partecipare agli incontri dei Gruppi di lavoro, per mantenere il vostro Profilo e l'accesso all'Area Riservata e per poter usufruire degli sconti per Soci AISTED, ove previsti nei corsi e workshop che vi segnaliamo.

Appuntamenti Post-it